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Gorgonia-Leptogorgia-sarmentosa specie aliene

“Dove meno te lo aspetti: biodiversità del benthos nel Porto di Genova”: la ricerca. Scoperti alghe e organismi marini alieni

Scoperti specie di organismi marini alieni: la ricerca

Genova – Alghe ed organismi “alieni” che convivono con specie “locali” e straordinari adattamenti a particolari condizioni presenti nel tratto di mare che bagna il Porto Antico. Sono alcune delle scoperte fatte dai ricercatori dell’Università di Genova finanziate con una borsa di studio dell’Acquario.
È stata portata a termine l’interessante ricerca “Dove meno te lo aspetti: biodiversità del benthos nel Porto di Genova”. Lo studio ha beneficiato di un assegno di ricerca del valore di 3.000 euro messo a disposizione da Fondazione Acquario di Genova Onlus, consentendo a Giorgio Marino, studente del Corso di Laurea Magistrale in Biologia ed Ecologia marina dell’Università di Genova, di laurearsi con 110 e lode.

L’iniziativa, alla seconda edizione, conferma la volontà della Fondazione Acquario di Genova Onlus di fornire un contributo concreto allo sviluppo di progetti scientifici e di tutela e gestione sostenibile del territorio e delle sue risorse, in linea con la propria missione.

“Dove meno te lo aspetti: biodiversità del benthos nel Porto di Genova”: lo studio

Lo studio condotto sotto la supervisione scientifica della dott.ssa Marzia Bo del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita, aveva l’obiettivo di monitorare per almeno un anno la comunità di organismi marini che vivono a stretto contatto con il fondo nella parte superficiale (0-20 cm) del Porto Antico di Genova. Nel corso del periodo della ricerca sono state monitorate sia specie autoctone che aliene, studiandone le interazioni nel tempo e nello spazio. Un’attenzione particolare è stata data a una inconsueta popolazione della gorgonia Leptogorgia sarmentosa, che vanta di essere una delle popolazioni più superficiali di gorgonie del mondo.

In genere si pensa che le gorgonie, imparentate con i coralli vivano in acque pulite e cristalline – spiegano i ricercatori – ma abbiamo potuto verificare che invece si sono adattate molto bene alle acque cariche di sospensione del Porto. Condizioni estreme sia sotto il profilo delle sostanze inquinanti che sotto quello “climatico”. Abbiamo verificato una capacità di adattamento straordinaria».

La stazione di monitoraggio utilizzata è stata il pontile galleggiante situato a lato del Tendone delle feste. I ricercatori hanno studiato la biodiversità delle acque superficiali scoprendo che il fondale del Porto Antico è più interessante di quanto non si credesse.

Il censimento

Il censimento ha evidenziato un totale di 36 organismi, la maggior parte dei quali filtratori che vivono ancorati al fondale e una ricca varietà di alghe. Nella fascia più superficiale dominano balani e patelle, mentre al di sotto di questa fascia si trovano le specie target più comuni, il polichete sabellide alieno Branchiomma luctuosum e la gorgonia Leptogorgia sarmentosa, diversi idroidi, ascidie, foronidei e briozoi, oltre a diverse altre specie di policheti.

I ricercatori hanno osservato anche alcuni molluschi nudibranchi e diverse specie di pesci. Si tratta di poche specie ma ben adattate a questo ambiente.

“Questo monitoraggio – hanno spiegato i ricercatori – ha evidenziato aspetti interessanti di carattere ecologico e oceanografico, in particolare la resilienza di alcune specie a situazioni ambientali che innescano fenomeni di moria, come alte temperature, forti piogge o crescita di alghe, e rimarrà un riferimento per studi futuri”.

La Fondazione Acquario di Genova nasce nel 2003, in occasione del compleanno dei dieci anni dell’Acquario di Genova, e si collega strettamente con la missione della struttura, da sempre impegnata a informare e sensibilizzare il pubblico alla conservazione, la gestione e l’uso sostenibile degli ambienti acquatici per promuovere comportamenti positivi e responsabili.

Il fondale del Porto Antico nasconde anche diverse specie “aliene” che non sono originarie del nostro mare. Nei porti è cosa molto comune e di solito avviene per la cattiva gestione delle “acque di sentina” o delle chiglie delle imbarcazioni. Dentro le acque reflue e sugli scafi delle navi viaggiano organismi che possono rappresentare anche un pericolo per il nostro mare. Uno tra i tanti buoni motivi per sorvegliare le acque dei porti ai fini della salvaguardia della biodiversità.

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