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Comune di Palermo, dalla pagina Facebook.

Depositata la mozione di sfiducia della Lega contro Orlando

“È appena stata depositata la mozione di sfiducia contro il sindaco Orlando, fortemente voluta dalla Lega, che non condivide nulla delle scelte politiche di Orlando nella gestione della città di Palermo. Si tratta di un atto importante, ma che  rischia di restare solo un atto politico, una protesta dura, ma senza effetti pratici, se oltre ai 19 firmatari del documento non ci saranno altri 5 consiglieri comunali della maggioranza che, appena il documento  verrà portato in aula (e cioè entro 30 giorni), non decideranno di votare la mozione di sfiducia”, annuncia Igor Gelarda, capogruppo della Lega a Palazzo delle Aquile. “Perché la mozione  venga approvata, ci vogliono infatti i voti di almeno 24 consiglieri. Servono cinque voti in più per mandare a casa il sindaco Orlando. Come ho fatto in passato, faccio appello anche oggi ai consiglieri di maggioranza che amano questa città e che non possono ignorare che ormai Palermo è allo sfascio”, aggiunge Gelarda. Un’altra forza politica critica nei confronti della Giunta Orlando è quella dei Cinquestelle.

Igor Gelarda

Comtinua il capogruppo della Lega: “Chi non voterà questa mozione non avrà più scuse, davanti agli occhi dei palermitani, che non vedono l’ora che il sindaco Orlando vada via. Non avrà più scuse dinanzi alle 450 bare ancora messe a deposito ai Rotoli, rispetto a una gestione rifiuti assolutamente inefficiente e una città sporca, rispetto al fatto che non esiste un vero piano sul traffico e sulla mobilità urbana e, solo per citarne alcuni, il disastro in cui versano le strade della città o il fatto che siamo in fondo a tutte le classifiche sulla qualità della vita.  Mi appello a tutti in generale, ma in particolare ai colleghi di Italia Viva che, nel recente passato, hanno dimostrato di avere una coscienza critica nei confronti dell’operato del sindaco Orlando e della sua giunta. Cinque voti in più per evitare che il disastro di questa amministrazione Orlando, continui per altri due anni”, conclude Gelarda.

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