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Il presidente Aoun: “Il Libano sia uno Stato laico”. Da oggi il tentativo per un nuovo Governo. E Macron ritorna a Beirut

Il presidente Aoun: “Il Libano sia uno Stato laico”. Da oggi il tentativo per un nuovo Governo. E Macron ritorna a Beirut

“Poiché sono convinto che solo uno Stato laico è in grado di proteggere il pluralismo, di preservarlo trasformandolo in una reale unità, chiedo che il Libano sia dichiarato uno Stato laico”.

Il Presidente della Repubblica libanese, Michel Aoun, è stato chiaro: solo un patto comune può salvare questo Paese martoriato dalle tragedie come quella che ha devastato il porto il 4 agosto, da una crisi economica che sembra senza uscita e, come tutti gli altri, dalla pandemia Covid.

Una riforma del sistema confessionale è necessaria, così come il dialogo “tra autorità religiose e leader politici per arrivare a una formula accettabile per tutti e che possa essere attuata attraverso opportuni emendamenti costituzionali”. ​​​​Il partito sciita e filo-iraniano ​Hezbollah​, tramite il suo segretario generale, ​Hassan Nasrallah​, ha dichiarato di essere aperto “a qualsiasi discussione costruttiva sull’argomento, ma a condizione che sia volontà di tutti i partiti libanesi”.​

Mustafa Adib, attuale ambasciatore in Germania, è il primo ministro incaricato di formare un Governo​, sostenuto nel tentativo dai cristiani del Presidente Aoun, da Hezbollah e dai sunniti di Saad Hariri.

Una convergenza prima delle necessarie riforme istituzionali di cui ha bisogno il Paese. I 128 seggi del Parlamento libanese sono divisi equamente tra musulmani e cristiani, un sistema che garantisce poca governabilità.

Nel frattempo, è annunciata una seconda visita del Presidente francese Macron, che pochi giorni fa aveva chiesto “un nuovo patto politico” alle forze in campo altrimenti “il Libano continuerà ad affondare”.

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