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Vaccino anti-Covid, prime somministrazioni a Verona dal 7 settembre

Comune di Verona e Università di Verona impegnati in prima linea contro il Covid. Il Sindaco Federico Sboarina e il Rettore Pier Francesco Nocini hanno presentato oggi un’iniziativa mirata su alcuni campioni di popolazione a rischio, per individuare e fermare tempestivamente la diffusione del Coronavirus.

Il progetto ‘Sentinella’, che integra la programmazione regionale della fase 3, nelle prossime settimane andrà ad identificare gruppi di residenti che possono presentare precocemente i primi segni di diffusione del virus. Una sorveglianza mirata su donne con più di 75 anni e uomini over 65. Ma anche conducenti di mezzi pubblici, sia autobus che taxi, lavoratori di supermercati e ristoranti, studenti universitari e operatori di bar, mense e pulizie.

Questa indagine è nata dal confronto durante il lockdown fra il Sindaco, la professoressa Evelina Tacconelli e il Rettore dell’Università di Verona in previsione di una eventuale seconda ondata di contagi in autunno.

Questa mattina, a Palazzo Giuliari, il Sindaco, il rettore dell’Università degli studi di Verona Pier Francesco Nocini e il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia hanno presentato tutti gli aggiornamenti sugli studi scientifici condotti dall’ateneo scaligero negli ultimi mesi. Dalla diagnostica alla terapia fino ad arrivare alla recente collaborazione con lo Spallanzani di Roma per la sperimentazione sull’uomo di Grad-CoV2, il candidato vaccino italiano contro SARS-CoV-2, il virus che causa Covid-19.

La sperimentazione del vaccino italiano Grad-CoV2 

Il Centro ricerche cliniche dell’azienda ospedaliero universitaria integrata di Verona è stato, infatti, chiamato a dare il suo contributo sia nella definizione del protocollo di studio che nella realizzazione della fase clinica della ricerca.  

Il vaccino, realizzato, prodotto e brevettato dalla società biotecnologica italiana ReiThera. ha superato i test preclinici effettuati sia in vitro che in vivo su modelli animali, che hanno evidenziato la forte risposta immunitaria indotta dal vaccino e il buon profilo di sicurezza, ottenendo successivamente l’approvazione della fase 1 della sperimentazione sull’uomo da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del Comitato Etico Nazionale per l’Emergenza Covid-19. 

Il vaccino Grad-Cov2 utilizza la tecnologia del “vettore virale non-replicativo”, ovvero incapace di produrre infezione nell’uomo. Il vettore virale agisce come un minuscolo “cavallo di Troia”, che induce transitoriamente l’espressione della proteina spike (S) nelle cellule umane. Questa proteina è la “chiave” attraverso la quale il virus, legandosi ai recettori Ace2 presenti all’esterno delle cellule polmonari, riesce a penetrare ed a replicarsi all’interno dell’organismo umano. La presenza della proteina estranea innesca la risposta del sistema immunitario contro il virus. 

Attraverso tecniche sofisticate questo virus, assolutamente innocuo per l’uomo, è stato modificato per azzerarne la capacità di replicazione; successivamente è stato inserito al suo interno il gene della proteina S del SARS-CoV-2, il principale bersaglio degli anticorpi prodotti dall’uomo quando il coronavirus penetra nell’organismo. Una volta iniettato nelle persone, questo virus modificato, o meglio la proteina S che trasporta, provocherà la risposta del sistema immunitario dell’organismo, ovvero la produzione di anticorpi in grado di proteggere dal virus SARS-CoV-2. Altri vaccini basati su vettori virali ricavati dai primati sono già stati valutati in trial clinici di fase 1 e 2 per candidati vaccini di altre malattie infettive, dimostrando di essere sicuri e di generare risposte immunitarie consistenti anche con una singola dose di vaccino. 

Le prime dosi vaccinali a Verona saranno somministrate dal 7 settembre. Una dimostrazione della bontà delle scelte fatte dalla Regione Veneto e dall’Università di Verona che hanno sempre creduto nella necessità di centri dedicati alla ricerca clinica di fase precoce. 

 

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