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dolomiti e marmolada

Dolomiti: neve a settembre

Il maltempo di di fine agosto ha determinato la ricomparsa della neve già la sera del 31 agosto a 2600-2800 m di quota nelle Dolomiti.
Il 1 settembre quasi tutte le cime si presentano imbiancate di neve. Le nevicate nei primi giorni di settembre non sono anomale. Negli ultimi 10 anni è avvenuto diverse volte: nel 2010 con neve fino a 1600-1800 m il 31 agosto, nel 2020 il 1 settembre con neve a 2200 di quota e nel 2014 a 2400 m di quota, nel 2015 il giorno 4 con neve in quota e nel 2017 con ben 20 cm di neve a Monte Piana il giorno 2 settembre.

Le temperature della prima parte dell’estate, con un giugno tra i più freschi dal 2001 e la seconda decade di luglio la più fredda da luglio 2000, hanno mantenuto ancora i ghiacciai prevalentemente ricoperti di neve invernale, incrementata dalle nevicate in quota di luglio. Dalla fine del mese in poi, eccezion fatta per l’episodio nevoso del 4-5 agosto con 40 cm di neve nelle Alpi centrali a 3000 m, ben 19 giornate hanno fatto registrare temperature in quota oltre la norma (periodo 26 luglio-23 agosto). Il lungo periodo caldo di agosto ha accelerato la fusione del manto nevoso residuo, evidenziando numerosi crepacci sulle Dolomiti

La fusione è stata anche favorita dalla presenza di un manto nevoso poco candido e ricco di pollini, polveri e alghe verdi superficiali (Chlamydomonas nivalis) che danno una colorazione rosso-vinaccia alla neve.

Conseguenza della fusione del residuo manto nevoso i numerosi crepacci, evidenti in agosto sui ghiacciai delle Dolomiti, anche in considerazione delle dimensioni ridotte delle masse glaciali, con un aumento del rischio per gli alpinisti se non adeguatamente accompagnati e attrezzati.

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