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Scuola, governo e regioni: intesa sul trasporto. I presidi decideranno se chiudere in caso di contagi

Roma – Governo e regioni raggiungono l’intesa sulle condizioni da rispettare per il trasporto pubblico degli alunni: a bordo di bus, metropolitane e treni potranno salire i passeggeri fino alla concorrenza dell’ottanta percento sul totale posti disponibili, a condizione che ognuno indossi la mascherina di protezione individuale. Il governo si è impegnato a stanziare, con la legge di bilancio, la somma di duecento milioni in favore delle regioni e centocinquanta milioni per i comuni e per le province da utilizzare per intervenire nel settore del trasporto degli alunni verso le scuole e verso le loro abitazioni. Una parte delle risorse sarà utilizzata per incentivare l’acquisto di biciclette e di e-bike.

Resta l’obbligo di indossare la mascherina solo negli spazi comuni e in occasione degli spostamenti all’interno degli istituti scolastici. L’obbligo non è previsto per gli scolari fino a sei anni. E per gli studenti con età superiore ai 14 anni, il vice ministro alla salute, Pier Paolo Sileri, consiglia di scaricare e di utilizzare l’app “Immuni” che può rilevarsi molto utile in caso di contagi. La facoltà di chiudere le scuole in caso di contagio resta in capo ai dirigenti scolastici, che – ovviamente – dovranno stringere la massima collaborazione con le Asl e con le autorità sanitarie, chiamate a sostenere i presidi in questo difficile momento.

E’ in arrivo la circolare emanata dal ministero per la pubblica istruzione che affronta il tema dei lavoratori fragili interessati alla presentazione della richiesta di esonero dal servizio. Il ministero intende chiarire che non sarà sufficiente solo il requisito dell’età minima di 55 anni, gli interessati dovranno richiedere al medico dell’Inail il rilascio del certificato che attesti la presenza di patologia con scarso compenso clinico.

Intanto, in un istituto scolastico di Verbania un docente impegnato con i corsi di recupero è risultato positivo al Covid ed il dirigente scolastico, Vincenza Masella, ha preferito chiudere la scuola per la sanificazione e per consentire di effettuare gli ulteriori accertamenti. Sei studenti sono stati posti sotto osservazione.

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