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Roccagorga

Roccagorga, l’opposizione attacca sulla Vola: la difesa di Piccaro e Romanzi

Il sindaco di Roccagorga Nancy Piccaro e il vice sindaco, Mario Romanzi, intervengono sulle polemiche strumentali sollevate ad arte dall’opposizione sui temi della trasparenza delle procedure.

Il sindaco Nancy Piccaro

“Come Amministrazione- dichiara il sindaco Nancy Piccaro- abbiamo sempre affermato di avere a cuore il rispetto della trasparenza e della legalitàa Roccagorga. Proprio la pubblicazione degli avvisi pubblici per l’assunzione del personale in periodo di emergenza Covid, nel pieno rispetto delle norme di legge, è l’ennesima dimostrazione dell’approccio che seguiamo. Dalla costituzione dell’Azienda Vola ad oggi non c’è traccia invece di alcuna procedura ad evidenza pubblica per le assunzioni fatte negli anni precedenti.

Il vice sindaco Mario Romanzi

Prendiamo le distanze da un’opposizione demagogica che cerca solo di sollevare polemiche strumentali basate su un’errata lettura dello stato dei fatti. Ad ogni buon conto l’Azienda Vola ha anche pubblicato una nota di chiarimento dopo il trambusto sollevato ad arte.

Parlano di errori materiali oppure della irrilevanza degli obblighi di leva, non comprendendo che in un caso si tratta di requisiti di legge e nell’altro l’avviso potrebbe anche interessare cittadini in una fascia d’età non più giovanissima che, purtroppo data la crisi occupazionale, sempre più spesso si trovano a dover cercare un lavoro. Roccagora merita rispetto”

“La cortina di fumo – dichiara il vicesindaco Mario Romanzi – che ha avvolto Roccagorga per anni a quanto pare ha comportato l’abitudine ad una certa repulsione alla trasparenza. I bandi della Azienda Vola, che tanto hanno fatto scalpore, infatti sono pienamente legittimi in quanto attuati nel pieno rispetto delle norme di assunzione nelle PA.

I condannati possono essere assunti eccetto in alcuni specifici casi appositamente normati in piena conformità dei principi costituzionali come ad esempio la riabilitazione del reo e di legge (art.2, comma 3 del DPR 487/1994).

L’unico elemento che fa veramente sorridere della vicenda è che tale questione sia stata sollevata dalla consigliera Restaini, la quale millanta grandi conoscenze giuridiche e poi cade in questi errori. Ancora una volta un colpo a vuoto che rafforza l’operato serio e trasparente della nostra gestione”.

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