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Coronavirus

Si fa presto a dire scuola. Ugl Messina: plessi inadeguati, bus e treni insufficienti

Scuola “allo sbaraglio”. Almeno secondo l’Ugl Messina che parla per voce del segretario provinciale Tonino Sciotto. “Le istituzioni – dice – danno l’impressione di voler giocare a scaricabarile”.

Ed ecco l’allarme, punto per punto. Al primo posto il fatto che viene fissata l’apertura generale della scuola e poi viene demandata ai dirigenti scolastici la decisione  di posticipare o meno l’avvio delle attività scolastiche a seconda delle condizioni di sicurezza. Questo non è un provvedimento di cui possono prendersi la responsabilità i dirigenti scolastici che hanno come unico obiettivo il bene dei ragazzi e la loro istruzione. In provincia di Messina si parla troppo spesso di mancata sicurezza dei plessi, di ragazzi sballottolati a destra e a sinistra per inagibilità delle strutture o di parte dei plessi. I Governi locali devono prevedere degli standard e delle linee guida ben più dettagliate che gli istituti possono seguire prima di prendere una decisione. E poi devono risolvere eventuali criticità. Parliamo di problemi che si erano già previsti e per i quali  non ci si doveva svegliare ad agosto”.

E poi la questione del trasporto pubblico locale che tocca molti cittadini e moltissimi studenti. “Secondo quanto stabilito dal tavolo tecnico tra Stato e Regioni i mezzi potranno essere occupati solo all’80% della capienza totale di ogni mezzo, ma se il viaggio dura 15 minuti si può arrivare anche al 100%”, spiega Sciotto. “Vorrei che mi spiegassero perché il Coronavirus non può essere trasmesso su un mezzo pieno solo perché il tragitto dura 15 minuti”.

Soprattutto “bisogna tenere in considerazione che il territorio messinese, sia provinciale che comunale, si caratterizza per la sua vastità e, di conseguenza, per la notevole distanza fra i comuni e i villaggi. La mattina, quindi, chi deve andare a lavorare o a scuola è obbligato a prendere un determinato treno, autobus o pullman, e i mezzi di collegamento sono sempre strapieni soprattutto per i ragazzi che si recano a studiare. Si suppone che le corse, quindi, debbano raddoppiare la mattina, a pranzo e la sera, per permettere a tutti di tornare a casa e non dover saltare la scuola o il lavoro. Anche questa facoltà, però, è stata rimandata ai vari enti, che già non garantiscono il servizio minimo, figuriamoci un eventuale surplus”.

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