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Puglia, caos Covid. La Regione: tamponi solo a chi ha sintomi. Lopalco: stiamo cercando i positivi asintomatici

Partecipa a un matrimonio, poi risulta positivo al tampone: in 100 (inclusi gli sposi?) finiscono in isolamento fiduciario. Nessun tampone, per loro, perché – specifica la Asl di Foggia – le direttive regionali impongono i tamponi “solo in caso di sintomatologia da Covid 19”. Una notizia assolutamente nuova per chi scrive, abituato ormai da mesi alla conta di positivi non sintomatici, ma che verifichiamo sul sito della Regione Puglia, come si nota nella immagine qui sotto.

Ci chiediamo dunque – a parte i vacanzieri di rientro dalle nazioni dichiarate a rischio, sottoposti a tampone al rientro in Puglia, come nel resto del territorio nazionale – su chi vengano effettuati gli oltre 3500 tamponi quotidiani di cui dà atto il Bollettino Epidemiologico Regionale. Nella comunicazione che viene diramata ogni 24 ore dal Presidente della Regione – sulla base dei dati forniti dal Dipartimento della Salute – vengono incluse peraltro da ormai numerose settimane le dichiarazioni dei direttori sanitari delle 6 Asl pugliesi, che rendono conto della situazione nel territorio di competenza, fornendo notizie sull’origine delle positività accertate.

In questi comunicati quotidiani vengono dunque sottolineati i casi di “pazienti sintomatici”, che si rivelano sempre in minoranza rispetto al numero di positivi censiti. Come si spiega questa discrasia? Come è possibile che da un lato le Asl siano autorizzate a fare tamponi solo sugli individui sintomatici, mentre dall’altro i Bollettini epidemiologici diano atto di centinaia e centinaia di persone che non presentano alcun sintomo?

Qualche settimana fa, addirittura, in occasione della fuga dagli Ospedali Riuniti di Foggia di due migranti risultati positivi a un primo tampone Covid, il direttore generale Vitangelo Dattoli ebbe a dichiarare testualmente che “Attualmente sono ricoverati al D’Avanzo altri 7 stranieri asintomatici, mentre al Riuniti ci sono 4 stranieri sempre asintomatici nel reparto di Malattie infettive”. Dichiarazioni che lasciano intendere che non soltanto vengono effettuati tamponi su soggetti privi di qualunque sintomatologia, ma che addirittura questi soggetti vengono ricoverati, finendo con ogni probabilità ad ingrossare i numeri del Bollettino relativi alle ospedalizzazioni.

La discrasia si complica quando si leggono le dichiarazioni rilasciate alla stampa o scritte sui social da Pier Luigi Lopalco, già a capo della task force regionale per l’emergenza epidemiologica, oggi consulente a titolo gratuito della Regione nonché candidato alle amministrative del 20 e 21 settembre nella lista “Con” a sostegno del governatore uscente Emiliano (e assessore alla Salute in pectore in caso di riconferma di quest’ultimo). Lopalco scrive infatti che “I casi di positivi al coronavirus aumentano di giorno in giorno e presto (credo in poche settimane) torneremo ai numeri giornalieri dello scorso marzo-aprile. In autunno, molto probabilmente, li supereremo.Come mai? Semplice, perché ora andiamo a cercare attivamente i casi e facciamo molti più tamponi. Allora fra qualche settimana avremo gli ospedali pieni? No, perché i casi che vediamo oggi sono per lo più asintomatici o lievi”.

Dunque, da un lato la Asl Foggia scrive che le direttive regionali impongono i tamponi “solo in caso di sintomatologia da Covid 19”, dall’altro il consulente della Regione rivela che “andiamo a cercare attivamente i casi che (…) oggi sono per lo più asintomatici o lievi”. A chi dobbiamo credere? Quale è la situazione sul territorio? Non si tratta di questione di poco conto, se è vero che sulla base dei conteggi che includono ogni giorno larghe porzioni di popolazione sana si ingigantisce la percezione di pericolo da parte della cittadinanza, con intuibili conseguenze sul benessere della stessa.

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