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Scuola – Conte firma il Dpcm, misure anti Covid confermate fino al 7 ottobre. Ma non sarà facile

Roma – Il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha firmato il decreto per confermare e prorogare fino al 7 ottobre le disposizioni anti contagio individuate ed emanate dal ministero della salute il 12 e 16 agosto.

Nelle scuole, relativamente al rischio Covid, dovranno essere seguite le indicazioni contenute nel protocollo elaborato dall’Istituto superiore di sanità e nelle università quelle individuate dal ministero dell’università e della ricerca scientifica. Il trasporto pubblico sarà garantito fino alla copertura dell’ottanta percento dei posti disponibili, tuttavia chi ha sintomi riconducibili al Covid non potrà accedervi.

La temperatura corporea degli studenti dovrà essere misurata a casa, nel caso in cui dovesse superare 37,5 i genitori dovranno immediatamente comunicarlo al medico di famiglia per avviare le opportune analisi. Le lezioni riprenderanno il 14 settembre e si svolgeranno in presenza, in aula la mascherina non dovrà essere indossata se gli alunni potranno restare ad un metro di distanza l’uno dall’altro, ma non è chiaro se nei luoghi comuni dovranno indossarla. La scuola fornirà agli studenti ed a tutto il personale i dispositivi individuali di protezione. Si calcola che in un anno, solo per la quota scuola, occorreranno 2,2 miliardi di mascherine, che produrranno 9 miliardi di tonnellate di rifiuto.

Per evitare gli assembramenti il dirigente scolastico potrà decidere di organizzare l’orario delle lezioni in misura scaglionata, così da evitare il rischio contatti per tutti gli alunni, concentrati nello stesso orario di ingresso e di uscita da scuola. In caso di focolaio, il dipartimento di prevenzione dell’Asl potrà decidere di sospendere le lezioni in presenza.

Rivestirà un ruolo centrale il referente Covid, che dovrà essere individuato in ogni istituto scolastico: la funzione potrà essere ricoperta da qualsiasi dipendente della scuola, dunque anche da un collaboratore scolastico, a condizione che abbia partecipato al corso di formazione della durata di nove ore, al termine del quale gli sarà rilasciato l’attestato. Il referente Covid sarà l’interfaccia tra i genitori e l’Asl per tutto quanto riguarderà la parte della comunicazione della malattia.

Le polemiche non mancano: quella dei dirigenti scolastici, che chiedono maggiore presenza delle istituzioni sanitarie per aiutarli a gestire gli eventuali contagi; quella avanzata dai rappresentanti dei collaboratori scolastici, che esprimono dubbi sulla concreta applicazioni di alcune disposizioni relative al contenimento del contagio e quella portata avanti dai docenti, tra il timore di poter contrarre il virus, soprattutto per quelli definiti “fragili”, e l’assenza di almeno duecentomila insegnanti con il rischio che i precari possano decidere di un accettare l’incarico. Dalla parte delle mamme si creeranno problemi di gestione dei figli, nel caso in cui dovessero risultare positivi o dovessero essere avviati alla quarantena perché un loro compagno di classe è risultato positivo.

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