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A Torino la Giornata mondiale del migrante e del Rifugiato

Riflettere ed evitare gli allarmismi, lavorare, invece, per la risoluzione dei problemi. È la sintesi del messaggio che mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, ha lanciato oggi in occasione della presentazione delle iniziative della diocesi subalpina per la 106ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato previste per il 27 settembre, presentata a Torino dall’Arcivescovo di Torino, dal direttore della pastorale migranti della Diocesi Sergio Durando e dal Vescovo di Asti mons. Marco Prastaro.


Secondo mons. Nosiglia, “è fondamentale che queste iniziative e la Giornata mondiale stessa aiutino a riflettere sulla presenza e sulla realtà complessa degli immigrati che ci troviamo a gestire in questi mesi in particolare. Far leva sull’allarmismo e sull’invasione come già è avvenuto in passato non aiuta ad affrontare seriamente il problema ma suscita solo paura e timore che, collegati anche al Coronavirus, suscitano ancora di più rifiuti e scelte drastiche che nulla hanno a che vedere con l’accoglienza delle persone ma ne fanno dei capri espiatori di ben altre situazioni che nulla o poco hanno a che fare con i migranti”.


L’arcivescovo ha sottolineato che non mancano certo i problemi ma che “affrontarli in maniera errata ci fa dimenticare che si tratta di persone deboli e indifese senza diritti e isolati in se stessi”. Il presule ha quindi ricordato la ricchezza umana e culturale che anche le persone immigrate possono portare: “Mai ci stancheremo di predicare a tutti, e con voce alta e forte, che la presenza di tanti immigrati nel nostro Paese è una risorsa positiva che non va solo accettata, ma valorizzata in tutti i suoi molteplici aspetti”.


Nosiglia ha poi chiesto: “Possiamo, come cristiani e credenti in Gesù Cristo, professare nelle chiese la stessa fede e lo stesso amore e poi dividerci nella vita di ogni giorno, quando i problemi, le necessità e i bisogni familiari e sociali ci interpellano e rappresentano spesso, per molti di voi, situazioni di fatica e di difficoltà?”.


L’arcivescovo ha quindi ricordato l’intenso lavoro “che si compie giorno per giorno nelle sedi diocesane della Migrantes o della Caritas” che deve essere visto come “un segno di grande speranza, perché conferma quanto il Vangelo ci annuncia, mostrandoci che la fede in Cristo è fonte prima di comunione e di salvezza per tutti”. Per Nosiglia, “accompagnare le persone immigrate e, se ci sono, le loro famiglie in difficoltà è il compito di tutti”.

Mons. Prastaro ha ricordato come sia molto grave che oggi, in questa frase di crisi per la pandemia, ci sia ancora un alto livello di sentimenti di disprezzo e odio nei confronti dei migranti. Sarebbe il tempo ha detto il pastore astigiano che si lavorasse tutti insieme al superamento dei Leggi come il decredo sicurezza e si arrivi ad una normativa di riconoscimento e cittadinanza come lo Ius Soli.

Il calendario degli eventi é ricco di iniziative tra incontri, cineforum, spettacoli teatrali e una passeggiata con i migranti, che termineranno con la Santa Messa al Duomo, domenica 27 settembre, alle ore 11, per l’occasione trasmessa in diretta su Rai 1.

Il programma completo delle iniziative é disponibile sul sito migrantitorino.it.

L’arcivescovo ha infine commentato l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo ucciso a Colleferro. “É un fatto tragico, che ci sia qualcuno che dica che conta meno perché era uno straniero è inconcepibile, assurdo, una persona è una persona. Pensare e dire cose del genere non è solo un discorso anti cristiano, ma é anti civile”.

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