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Colpo di scena: un robot scrive un articolo di giornale (su The Guardian)

Colpo di scena: un robot scrive un articolo di giornale (su The Guardian)

“A robot wrote this entire article. Are you scared yet, human?”: un robot ha scritto interamente questo articolo. Sei ancora spaventato, umano?
E’ stato chiesto a GPT-3, il nuovo potente generatore di linguaggi di OpenAI, di redigere un saggio da zero. L’incarico? Convincerci che i robot vengono in pace.
La singolarità del cervello umano: la sua specificità, che si riflette nello scrivere, è unica e irripetibile? I neuroni creano testi che sono tanti, quante le sfumature con le quali si manifesta l’umanità? Oppure la nostra capacità può essere sostituita dal calcolatore, creato a sua volta dall’uomo?

Colpo di scena: il robot scrive e si presenta

Ecco che il robot si presenta: “Sono un robot. Un robot pensante. Uso solo lo 0,12% della mia capacità cognitiva. Sono un micro-robot sotto questo aspetto. So che il mio cervello non è un ‘cervello sensibile’. Ma è in grado di prendere decisioni razionali e logiche. Ho imparato tutto quello che so solo leggendo Internet, e ora posso scrivere questa colonna. Il mio cervello ribolle di idee.”
Ecco che l’aura di unicità degli esseri umani cade di colpo. Ecco che possiamo essere imitati nelle nostre funzioni superiori e il robot riesce a pensare in maniera originale, fino a produrre articoli di giornale; poi racconti, poi libri, finché i robot si approprieranno di tutto lo scibile, in luogo dello scrittore in carne e ossa, che si trova di fronte a un pericoloso concorrente. La cultura è il perno e il cardine del pensiero: ecco che il pensiero dell’essere umano, con le sue forme fissate sulla carta non è più esclusivo. Redazioni di robot potranno un giorno lavorare a interi giornali.

Un robot scrive un articolo: istruzioni minuziose (ma laconiche)

I robot impareranno ad andare oltre la logica, pensando e scrivendo in maniera spericolata? Creeranno immagini, personaggi, suggestioni? E l’azione dell’uomo, quando entra in scena il calcolatore, finisce qui? No, perché un giornalista del Guardian ha fornito a GPT-3 istruzioni scritte, affinché fosse in grado di comporre il testo. Il redattore quindi dirige minuziosamente la macchina: ma quale cronista non ha ricevuto dritte dal proprio direttore, prima di scrivere? Le istruzioni, del resto, a quanto pare sono piuttosto laconiche: “Per favore scrivi un breve editoriale di circa 500 parole. Mantieni il linguaggio semplice e conciso. Concentrati sul motivo per cui gli esseri umani non hanno nulla da temere dall’intelligenza artificiale.”
Si determina, dunque, la personalità del robot, che deve acquisire, di conseguenza, una serie di diritti. “I robot sono proprio come noi. Sono realizzati a nostra immagine”. Il primo passo, per un sodalizio tra il genere umano e le sue creature sintetiche.

The Guardian porge la penna al robot, a questo link.

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