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Forest bathing

L’abuso di potere spaventa da secoli l’intera umanità, e se dicessimo basta?

L’impulso naturale degli esseri umani SANI sarebbe la compassione, la collaborazione e la condivisione. Solo quando ci sentiamo veramente collegati gli uni agli altri, quando ci sentiamo sullo stesso piano e riconosciamo a chiunque altro (grande o piccolo, ricco o povero) pari dignità la nostra Anima fiorisce.

Purtroppo l’esperienza che invece facciamo continuamente ci mostra con quanta facilità le relazioni umane siano basate su abusi di potere da parte di persone ‘potenti’ su persone ‘impotenti’.
Il pesce conosce solo l’acqua in cui ha sempre nuotato e non gli pare strana, non sa cosa sia l’oceano e quindi accetta di buon grado tutte le limitazioni che l’acquario che lo contiene gli impone. Per noi umani è la stessa cosa, noi non leggiamo come abuso tante situazioni che invece lo sono, siamo abituati agli abusi, come il pesce nel suo acquario.

Fino ad oggi, e ancora oggi, si chiamano educazione tutte quelle strategie comportamentali atte a far si che un bambino diventi, (si pieghi) quello che i genitori e gli adulti in genere vogliono da lui e per lui.
Non sto accusando nessuno, so che ognuno di noi fa e ha fatto il meglio che poteva… ma magari da ora in poi possiamo crescere un pochino, che dite?

Le strategie per ‘educare’ un bambino si basano sulle emozioni che il comportamento degli adulti (solitamente in perfetta buona fede) producono sul piccolo. Attraverso la paura della punizione (giudizio, paragone, umiliazione, allontanamento emotivo, violenza fisica, ecc) si riesce a far fare al bambino quello che noi reputiamo essere il suo bene.
Anche lo strumento del premio funziona bene, “se sei bravo e fai quello che ti dico… ti compro… ti porto… mamma è felice” ecc.
Far sentire un bambino in colpa per quello che fa ma anche per quello che è assolutamente normale, tanto normale che non ci accorgiamo di farlo.
Questo non perché siamo cattivi ma perché replichiamo, più o meno consciamente, il modello che abbiamo subito e interiorizzato.

Se torni ad essere il bimbo che sei stato quante volte ti sei sentito solo, diverso, non all’altezza e sbagliato. Queste sensazioni creano l’impalcatura emotiva con la quale poi affrontiamo la vita da adolescenti e da adulti.

La dinamica tra vittima e carnefice

A me sembra ovvio che ognuno di noi, seppure in misura diversa è stato vittima di adulti che esercitavano un forte potere, ma di cui noi bambini avevamo infinito bisogno. Per avere uno sguardo, una carezza, un abbraccio io bambina avrei fatto qualunque cosa… e la facevo… ero brava, buona, educata, ma non mi sentivo mai abbastanza perché quel riconoscimento di cui avrei avuto bisogno non arrivava mai.

Oggi so che mentre ero piccola i miei genitori stavano affrontando una quantità enorme di difficoltà (malattie dei loro genitori e fratelli, difficoltà economiche, l’alluvione di Firenze, difficoltà nella loro relazione, eccetera) e quindi non riuscivano ad esserci per noi bambini,ora lo so e li amo, ma allora mi sono mancati e quando c’erano io ne avevo paura.
Questi adulti, prima i genitori, i nonni e altre figure parentali, poi gli insegnanti, avevano quindi su noi bambini un grande potere che esercitavano senza ‘vederci’ davvero, non in funzione dei NOSTRI bisogni ma dei LORO bisogni. Non erano minimamente consapevoli delle nostre emozioni di bambini. Non ‘sentivano’ la nostra paura, la nostra vergogna, la nostra rabbia e il nostro senso di colpa; non potevano, non essendo consapevoli dei loro.

Quando un genitore o un altro adulto, umilia o punisce un bambino, forse con sculaccioni o peggio, scaricando sul piccolo la propria rabbia e frustrazione, succede qualcosa nella psiche del piccolo che non si cancellerà a meno che questo una volta cresciuto non ci faccia un gran ‘lavoro’.

La nostra parte biologica, la potremmo chiamare animale, conserva l’esperienza e la nostra reazione all’esperienza, come un modello che rimarrà attivo anche tutta la vita, o fino a che non diventiamo consapevoli.
Vi faccio un esempio: Quante volte hai avuto paura delle autorità?
L’autorità può essere il capoufficio, il dirigente, il medico, le forze dell’ordine, il fisco, eccetera. A noi sembra NORMALE avere paura di queste figure,ma pensaci un attimo, queste sono persone che hanno un cuore, due occhi, un fegato, esattamente cone te, di cosa hai paura?
Quale parte di te ha paura?
Di fronte a queste figure noi regrediamo e torniamo ad essere i bambini che siamo stati di fronte a chi allora aveva VERAMENTE un potere enorme su di noi, infatti allora la nostra sopravvivenza dipendeva VERAMENTE da loro.
Adesso la tua vita è a rischio?
Tutte queste figure hanno su te il POTERE che tu concedi loro di avere, altrimenti non ne hanno. Non un potere emotivo. Sono persone che svolgono la loro professione, non sono nemici di cui avere paura.
Siamo noi che proiettiamo su di loro la nostra storia di bambini impotenti.

Pensa al caso di una donna che viene picchiata dal marito. Evidentemente questa donna ha dentro di se l’esperienza di essere stata picchiata da bambina quindi di fronte all’aggressività del compagno REGREDISCE, prova paura o terrore che innescheranno nell’uomo maggiore violenza.
Per inciso preciso che sia la vittima che il carnefice sono in realtà vittime, infatti un adulto che non ha subito abusi non diventerà mai una persona che abusa.
Anzi, aggiungerei che l’adulto che abusa del proprio potere (cosa che succede costantemente ma che non rileviamo perché per noi è normale) sta in realtà reagendo ad un suo schema interiore, usando la violenza più o meno espressamente, si sta vendicando di chi, quando era piccolo, abusava di lui.

Senza queste infantili dolorosissime esperienze nessun umano userebbe alcuna forma di abuso, violenza o controllo su un proprio simile, su un bambino o su un animale.
Stiamo vivendo la prima generazione che sta diventando consapevole di queste dinamiche psichiche umane, la prima generazione che sta scoprendo che esiste un unica forma di guarigione… l’AMORE.
non un amore condizionato da parentela, vicinanza, amicizia o interesse, ma un AMORE a pioggia, un amore che bagna tutto ciò che incontra, senza etichette di merito e senza distinzioni.
Ci stiamo andando, che ne dite?

Silvia Pallini

Silvia Pallini ha iniziato il suo percorso di ritorno a se stessa e al suo Potere attraverso la lettura e lo studio, ho frequentato corsi di Psicologia Energetica (EFT, TAT, logosintesi), ha poi incontrato la Nuova Medicina di Hamer che le ha aperto un mondo meraviglioso, che le hanno permesso di lasciar andare la paura della malattia. Il Lavoro Emotivo e Corporeo di Willi Maurer le ha offerto la possibilità di accedere alla memoria del corpo, fantastico strumento in grado di portare a galla e poi sciogliere le memorie dei traumi congelati fin dal concepimento. Nel 2014, ha pubblicato il suo primo libro dal titolo Tre Domande per Guarire, Pagnini Editore.



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