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Anteas Ragusa per la nuova stagione Day Italia News Ragusa

Anteas Ragusa per la nuova stagione

“Così staremo vicini ai diversamente giovani in un fase tra le più complesse degli ultimi anni”

Queste le parole del Presidente Rocco Schininà. “Nel tempo l’aspettativa di vita si è continuamente allungata. Nell’epoca attuale, genericamente, una persona si può definire “anziana” quando supera i 75 anni; ma senza legarsi a confini numerici, ciò che sancisce davvero lo status sociale tra l’essere e il non essere anziano non è qualcosa di quantificabile piuttosto dipende dal sentire, dal “mood” che si vive in un determinato periodo di vita: c’è un punto fino al quale si sente il tempo che passa e si cerca di goderselo, poi lo si sente finire”.

Tutto ciò in vista della nuova campagna di attività programmate dall’associazione, per porre l’attenzione sul rischio più grande per una persona che ha una certa età. “Lo considerano – afferma – il ciclo naturale della vita, passare le giornate senza capirne veramente il senso, vedere scorrere il tempo senza chiedersi più “cosa posso fare oggi per sentirmi vivo”.

“Troppi anziani vivono in completa solitudine e questa condizione genera sofferenza e depressione. Ecco perché il monitoraggio nei confronti dei nostri associati è sempre attento. Perché il rischio più grande è la malattia della mente prima di quella del corpo: affrontare la solitudine in età anziana può comportare l’assenza di stimoli, desideri e aspettative, per lasciarsi cadere inesorabili verso una condizione depressiva, in cui la mente si annulla e lo sguardo è sempre più perso verso un infinito vuoto, che va ad incidere non solo su se stessi ma nella vita di tutta la famiglia”.

Anteas Ragusa sta costruendo, dunque, un piano d’azione affinché la “perdita del ruolo sociale, l’emarginazione e la solitudine non gravino sulla vita degli anziani ancora autosufficienti come e più di una malattia. Abbiamo appurato – continua Schininà – che il 30% degli anziani che vivono da soli soffrono di negazione degli stimoli e della mancanza del coinvolgimento sociale. Quello che possiamo fare come associazione è riuscire ad interpretare lo scorrere del tempo secondo un approccio positivo, quello della longevità.

Come Anteas, cerchiamo di affrontare la solitudine degli anziani con un approccio dettato dalla responsabilità individuale nel determinare il proprio stato di salute. E’ questo l’obiettivo prioritario che ci stiamo dando per la stagione 2020-2021 anche perché reduci da un pesantissimo lock-down e anche perché ancora nel mezzo di una emergenza sanitaria che nessuno sa dire quando e come si concluderà.

Riteniamo, prima di ogni altra cosa, sia doveroso per ognuno di noi condurre uno stile di vita sano che consenta di ottimizzare le nostre risorse psico-fisiche e consentire all’ecosistema che ci circonda (familiare, amicale e territoriale) di godere della migliore espressione di noi sino alla fine. Sono le peculiarità distintive del nostro progetto che diventerà, dunque, la migliore espressione del nostro essere vicini ai diversamente giovani”.

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