« Torna indietro

Bielorussia, l’Unione Europea non riconosce Lukashenko come Presidente. Veto di Cipro sulle sanzioni Ue al dittatore

Bielorussia, l’Unione Europea non riconosce Lukashenko come Presidente. Veto di Cipro sulle sanzioni Ue al dittatore

Quando Alexander Lukashenko ha giurato in gran segreto come Presidente della Bielorussia, nel chiuso delle sue stanze sempre più off limits per chiunque, sapeva perfettamente che il fatto sarebbe stato in poche ore di dominio pubblico e non tutti sarebbero stati contenti di questa sua autoproclamazione. Ad esempio, l’Unione Europea che, tramite l’Alto rappresentante Josep Borrell, ha annunciato ieri che non riconosce l’insediamento.

Inutile dunque la presenza della pletora di mandarini di Stato, governatori e membri del Parlamento e del partito e inutili le dichiarazioni dell’uomo che non se ne vuole andare dopo sei mandati consecutivi da dittatore (“Voglio servire la mia gente lealmente, rispettare la libertà dei cittadini e proteggere la costituzione”, è il discorso di un un disco rotto): le elezioni sono state truccate, come ormai è stato accertato, e la protesta di piazza continuerà fino all’addio del satrapo.

Forse ora cominceranno le vere lotte di piazza, a oltranza, organizzate, pacifiche. La Ue ha dimostrato ancora una volta di essere vicina all’opposizione a Lukashenko. “Siamo colpiti e commossi dal coraggio dei bielorussi che continuano a manifestare per la democrazia e per i suoi diritti fondamentali, nonostante la brutale repressione delle autorità”.

E questo nonostante lunedì scorso le sanzioni contro Minsk della Ue – nei confronti di una quarantina di persone accusate di brogli elettorali e repressione – non siano mai partite per il veto di Cipro, che avrebbe voluto uguali misure contro la Turchia, per le trivellazioni e le intimidazioni nel Mediterraneo orientale. La credibilità dell’Unione Europea è andata a fondo. E Putin si tiene ancora in silenzio.

Edizioni