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Civitanova si fa ancora più bella con gli yacht. Anche i ricchi la scelgono

​Aveva ragione Andrea Cittadini, da dieci anni responsabile del cantiere Civitanova Yacht Service: ​“Siamo uno dei pochi porti al centro dell’Adriatico con tutti i servizi che un turista desidera.​ S​olo ad ampliare il business dell’accoglienza, ​sarebbero moltissimi ad​ esserne avvantaggiati: bar, ristoranti, stabilimenti balneari. Tutti ne guadagnerebbero. Immaginate 50 barche con 4-5 persone a bordo: tra i 30 e i 50mila euro al giorno di ingressi in più, più gli introiti per il Comune”.

​Nel frattempo gli yacht sono arrivati, portando a Civitanova una nuova popolarità e un indubbio vantaggio d’immagine​​. Prima l’Alaya, un 47 metri di proprietà del presidente del Paris Saint Germain, poi il Lota, altra meraviglia che è appunto curata ora nei cantieri di Cittadini ​(rilevò gli ex cantieri Gaetani con il socio Ronnye Catinali​)​. ​

Entro fine settembre dovrebbe arrivare un 25 metri statunitense e per ottobre aspettano tutti il favoloso yacht di 55 metri di un arabo.

Fa parte del progetto Hopafy, un’azienda marchigiana​ che collabora con Mmyb di Montecarlo, che va in sinergia anche con il porto di Ancona. Civitanova fa la bella in questi giorni e si interroga sulle grandi potenzialità di questo tipo di turismo.​ “​Abbiamo tutte le carte in regola per fare il salto di qualità​ – sostiene Cittadini – ​L​e barche non ce l’hanno solo i ricchi, come qualcuno pensa. Tanti pensionati hanno usato piccoli risparmi della liquidazione per farsi una barchetta e potersi godere la meraviglia delle nostre coste”.

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