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L’ombelico più famoso del mondo. Raffa, 50 anni di Tuca Tuca tra Italia e Spagna

L’ombelico più famoso al mondo è in realtà molto piccolo, fatto a mo’ di tortellino, come aveva espressamente chiesto la madre al medico al momento del taglio del cordone ombelicale. Un omaggio alla sua terra nativa, Bologna.

La donna che ha ammaliato l’Italia e fatto impazzire la Spagna e preoccupato a lungo il Vaticano per aver scoperto il pancino, la conturbante e affascinante Raffaella Carrà, è sempre sulle prime pagine dei giornali iberici. In questi giorni El Pais la omaggia con un articolo che esalta la presentatrice e cantante più famosa degli Anni Settanta e Ottanta.

Tutto nacque da quella Canzonissima che lanciò una giovane Raffaella nel mondo televisivo e nei desideri dei produttori di tutto il mondo. Nel “Tuca Tuca” sfiorava, in modo innocente anche per l’epoca ma “troppo provocatoria” per l’ala più conservatrice dei cattolici, il partner in scena, Enzo Paolo Turchi.

L’Osservatore Romano chiese la censura di quei movimenti sinuosi, in cui il ballerino si avvicinava troppo e roteava eccessivamente le mani. Di fatto i due non si toccavano, ma, come ricorda al giornale spagnolo Raffaella, tanto forti erano le preoccupazioni dei bacchettoni dell’epoca che “quando leggevano la hit parade in tv, se il mio pezzo era al quarto posto, passavano direttamente dal terzo al quinto”.

“I movimenti del ballo – ha raccontato la Carrà – sublimavano la relazione tra uomo e donna, ma senza cadere nella volgarità. Nel Tuca Tuca mi toccavo varie parti del corpo come la faccia, le ginocchia, le spalle, in modo innocente, tanto che i bambini ripetevano i movimenti. Qualcosa di molto naturale. Questo era il segreto”.

L’icona per tutti i generi, la ragazza che rinunciò a una carriera sicura a Hollywood perché troppo lontana da casa sua, l’artista che ha fatto più di venti album di successo planetario, non si è mai sentita una “cantante pura, piuttosto mi consideravo una attrice che cantava”.

Ha fatto impazzire generazioni di uomini e tutti in casa abbiamo un fan dell’interprete di “Ma che musica Maestro”. Passeggiando per Siviglia, uno dei più quotati pittore andalusi, Rafa, meglio conosciuto come Arkangelo, mi svelò il suo amore incondizionato per l’italiana. “Se solo potessi incontrarla un minuto” disse e si immalinconì repentinamente. Sarebbe anche il momento di risvegliare il patto d’amore con la Spagna. E’ da 50 anni che Rafa mima il Tuca Tuca da solo, senza la sua Raffaella accanto.

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