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A VENEZIA IL COVID DETECTOR DIVENTA OPERA D’ARTE

Ogni epoca ha avuto le sue epidemie da combattere, già dal 430 con la prima peste di Atene, passando poi per la devastazione del colera e del vaiolo fino ad arrivare alla famosa influenza spagnola del 1918 che contagiò mezzo miliardo di persone uccidendone almeno 50 milioni.

Ogni epoca ha avuto le sue epidemie da combattere, già dal 430 con la prima peste di Atene, passando poi per la devastazione del colera e del vaiolo fino ad arrivare alla famosa influenza spagnola del 1918 che contagiò mezzo miliardo di persone uccidendone almeno 50 milioni.

E ora, ad aggiungersi a questa triste panoramica storica ci sarà purtroppo anche il nostro 2020, messo a dura prova dal nemico invisibile che ha provocato una pandemia di livello globale, il feroce virus Sars-2, meglio conosciuto come Covid-19. Attorno a questo vasto mondo della patogenesi dei contagi e soprattutto sull’attuale emergenza sanitaria c’è molta confusione e panico, ma ecco che a dipanare la matassa con le corrette nozioni ci pensa la scienza con l’aiuto dell’arte attraverso una mostra a Venezia.

Si chiama “Human Virus Exhibition” e apre al pubblico sabato 26 settembre presso la sede museale privata di Palazzo Zaguri in campo San Maurizio, un percorso espositivo e didattico a cura di Venice Exhibition Srl, pensato per sensibilizzare il pubblico sulla patogenesi dei contagi, fornire corrette informazioni e raccontare l’inedita storia evolutiva di questi microrganismi grazie anche a testimonianze concrete di alcuni ricercatori.  

Per la sicurezza e la prevenzione dei visitatori all’ingresso della mostra sono stati installati Spray for Life, la colonnina digitale anti-focolai e il simpatico robottino per i più piccoli, i noti dispositivi che rilevano la temperatura corporea, disinfettano le mani ed anche i piedi in modalità no-touch che hanno attirato l’attenzione anche del virologo Giorgio Palù, Professore Emerito di Microbiologia e Virologia dell’Università di Padova e di Science and Technology Temple University di Philadelphia (USA), il quale ha attestato l’efficacia e la rapidità nella loro azione microbicida.

Questi covid-detector di ultima generazione sono un’idea dell’azienda veneziana Sunrise che in breve tempo hanno fatto il giro del mondo, divenendo sistemi anti-focolai di prima necessità per scuole, aziende, uffici e persino chiese. Tant’è che oltre ad essere stati installati all’ingresso del Palazzo per la loro funzione di igienizzazione dei visitatori, si potranno ammirare anche sotto forma di “opere d’arte”, in quanto entrambi esposti in una particolare sezione della mostra che mette in scena una vera unità di terapia intensiva per il Coronavirus con tutte le attrezzature utilizzate negli ospedali.

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