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Avvocato Angelo Pisani

Caso Sarpa, l’Agenzia delle Entrate annulla la richiesta di pagamento delle spese processuali alla famiglia della vittima

L’Agenzia delle Entrate fa un passo indietro, gioisce l’avvocato Pisani che adesso però chiede una riforma della giustizia.

L’Agenzia delle Entrate ha accettato il ricorso degli avvocati Sergio ed Angelo Pisani, annullando la richiesta di pagamento alla famiglia Sarpa per le spese processuali relative alla morte di Nicola Sarpa, giovane 24enne morto il 31 dicembre 2008 per un colpo di pistola esploso da Manuela Terracciano, figlia di uno dei boss dei Quartieri Spagnoli.

Oltre al danno stava per aggiungersi la beffa per la famiglia Sarpa. L’assassina risultava infatti nullatenente e secondo la legge proprio la famiglia Sarpa avrebbe dovuto pagare in solido le spese processuali, circa 17mila euro.

La questione ha sollevato un gran polverone mediatico e l’Agenzia delle Entrate ha fatto un passo indietro, avendo capito evidentemente che quella richiesta era tanto assurda quanto ingiusta.

L’avvocato Pisani, che a Dayitalianews ha espresso il suo pensiero sul caso Sarpa, accoglie con soddisfazione la notizia e in una nota rilasciata dichiara: “Ringraziamo l’Agenzia delle Entrate. Oggi siamo stati sollevati e liberati da un incubo, una cartella fiscale impossibile da pagare. Le nostre istanze sono state accolte e sono state cancellate tasse e sanzioni inammissibili. La somma, quasi 17mila, era stata richiesta anche in relazione a un ingente risarcimento, 626mila euro, che la famiglia non percepirà mai in quanto la responsabile dell’omicidio risulta nullatenente”.

Gran merito va proprio all’avvocato Pisani che sin da subito si è battuto strenuamente contro una decisione profondamente iniqua e senza alcun fondamento. Lo stesso Pisani chiede una riforma delle normative: “L’Agenzia delle Entrate ha dimostrato che chi sta dalla parte giusta deve continuare a credere nella Giustizia e contrastare sempre l’ingiustizia.

Ora aspettiamo il riscontro del Presidente della Repubblica in merito alle nostre richieste e alle tante problematiche/oneri per i cittadini che auspicano giustizia ma collezionano delusione e danni, continuando la nostra battaglia di civiltà contro una normativa medievale che vede tassare addirittura simbolici risarcimento spesso mai ottenuti, aggiungendo il danno alla beffa e per veder riformare tale legge assurda che impone tasse anche sui risarcimenti alle vittime che chiedono tutela, soprattutto quando i responsabili risultano poi nullatenenti, anziché prevedere per loro assistenza e sostegno a difesa del coraggio ed impegno per la legalità contro la criminalità.

Speriamo che in futuro nessuno più debba pagare o peggio esser tassato in luogo di chi sbaglia e del colpevole di turno che con trucchi e cavilli mortifica e delude chi chiede giustizia”.

La giustizia acquisisce nuovamente credibilità, quella stessa credibilità che aveva perso dopo la paradossale decisione di addossare le spese processuali alla famiglia Sarpa.

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