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“Il teatro a Messina? È vivo, produce e propone. E gli spettatori lo premiano”

Nel 2018/2019 ha avuto 15mila spettatori paganti. Ha già presentato i titoli del cartellone 2020/2021. È la stagione teatrale privata “Espressione Teatro”, diretta da Pietro Barbaro e da anni ospitata al Teatro Annibale di Messina. Che quest’anno giunge alla 37ma edizione

Nel 2018/2019 ha avuto 15mila spettatori paganti (nel totale delle messinscene offerte, tra rassegna principale, festival e fuori abbonamento), operando in una sala da 300 posti, il che significa un mare di repliche per ciascuno dei titoli e tutte sold out. E ha già presentato gli spettacoli del cartellone 2020/2021 (le date saranno indicate tra pochissimo). È la stagione teatrale privata “Espressione Teatro”, diretta da Pietro Barbaro e da anni ospitata al Teatro Annibale di Messina.

“Espressione Teatro”, la stagione privata più longeva, giunge alla 37ma edizione

Una rassegna che giunge quest’anno alla 37ma edizione. Nata nel 1983 come vetrina del teatro amatoriale siciliano, è presto diventata contenitore di teatro professionale nazionale. Per “Espressione Teatro” sono saliti sul palcoscenico – giusto per fare qualche esempio – Enrico Guarneri, Gianfranco Jannuzzo, i fratelli Maggio, Claudia Koll, Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Pamela Villoresi, Paola Gasmann, Patrizia Pellegrino, Pietro Genuardi, Pino Caruso, Anna Malvica, Guya Jelo, Elisabetta Pozzi, Stefano Masciarelli, Manlio Dovì, Antonello Costa, Marco Cavallaro, Veronica Pivetti, Roberto Ciufoli, Giulio Corso, Manuela Villa, Lina Sastri, Biagio Izzo, Umberto Scida, Federico Buffa, Nancy Brilli, Pippo Franco, Debora Caprioglio, Massimo Luca, Rosa Miranda, Ornella Muti, Rocco Barbaro, Daniele Pecci, Giuseppe Zeno, Nicolas Vaporidis, Alessio Boni …

 “Espressione Teatro” – alla quale da 6 anni si aggiunge in parallelo il “Festival del Teatro di base Siciliano” che riprende l’obiettivo di valorizzazione del teatro amatoriale – è probabilmente la stagione privata di maggior successo della città di Messina e di buona parte della sua area metropolitana. Ha migliaia (sì, migliaia) di abbonati che, anno dopo anno, confermano il proprio consenso. Peraltro è transitata praticamente da tutti i teatri cittadini, e anche questo è un dettaglio che dà la dimensione del rapporto concreto di questa proposta teatrale con la collettività messinese.

Dal San Luigi al Teatro Annibale, passando per il Romolo Valli, il Teatro in Fiera, il Savio

Avviata nel teatrino dell’Istituto Salesiano San Luigi, il primo anno ebbe 65 abbonati. Sei anni dopo gli abbonati erano troppi e la stagione cambiò casa, trasferendosi al Romolo Valli dove rimase dal 1989 al 1994, anno in cui il Romolo Valli venne chiuso. Nel frattempo si era indirizzata al teatro professionale, ma “sempre lasciando spazio alle migliori compagnie amatoriali siciliane”, come precisa Pietro Barbaro, che è cantore orgoglioso del “teatro fatto per amore”. Nel 1995 “Espressione Teatro” è al Teatro in Fiera dove “resterà fino alla sua inesorabile e sciagurata chiusura, ma questo è un capitolo a parte, su cui si potrebbe scrivere un romanzo… “. Dalla 1997 al 2002 è al Teatro Savio. Dal 2003 è al Teatro Annibale. Da 10 anni, inoltre, “Espressione Teatro” è dedicata a Turi Ferro.

Numeri e perseveranza del pubblico “fidelizzato” dalla rassegna di Pietro Barbaro sono una prova del fatto che il teatro a Messina c’è, è vivo, produce e propone di tutto di più e, last  but not least, ha un bel po’ di spettatori. “Espressione Teatro” non è l’unica stagione privata di successo, anzi è l’insieme delle proposte – non (solo) singoli spettacoli, ma vere e proprie stagioni, dal teatro dialettale ai grandi classici, dal musical alla nuova drammaturgia, dal teatro per ragazzi alle performance sperimentali – a dare la dimensione del fenomeno. E non c’è solo il teatro “ospitato”, ma anche tanta produzione, la quale spesso raggiunge ribalte nazionali e internazionali e ha detto in gran parte “no” al recente bando proposto dagli attuali gestori del teatro pubblico della città, il Vittorio Emanuele (un bando da “riserva indiana” lo ha descritto Vincenzo Bonaventura, storico critico teatrale messinese, sul suo profilo Facebook). È un teatro, quello messinese, di produzione e di proposta, che – con smodate dosi di fatica, coraggio e fede – non ha mai chiuso e continua orgogliosamente a  “far da sé”.

Il cartellone 2020/2021 di “Espressione Teatro”: da Enrico Guarneri a Moni Ovadia

La stagione di Pietro Barbaro è probabilmente la più longeva della città. Piaccia o non piaccia, “Espressione Teatro” è composta in modo tale da “prendere” diversi pubblici. Per un verso la compagnia di Barbaro, il Gruppo Teatrale “Angelo Maio”, quest’anno al suo 40° anno di attività e in cartellone con “Operazione vitti na crozza”, ne è un appuntamento fisso, e, per altro verso, in “Espressione Teatro” trovano spazio voci e generi diversi, con compagnie di rilievo nazionale.

Nel cartellone 2020/2021 – per dare un’idea – c’è l’inossidabile Martoglio de “L’aria del continente” con un superbo Enrico Guarneri protagonista, ma c’è anche il recentissimo e acclamato “Barbablù” di Mario Incudine con la regia di Moni Ovadia, c’è uno Shakespeare (“Le favole del principe Amleto” con la regia di Sciaccaluga), ma c’è anche un Pirandello (“Uno, nessuno, centomila” con Pippo Pattavina per la regia di Capodici), e ci sono Carlo Buccirosso con “La rottamazione di un uomo perbene”, Pino Insegno in scena con “Finché morte non ci separi” e la “strana coppia” composta da Enrico Guarneri e Salvo La Rosa (“Io sono l’altro 2.0”).

“Questa sciagura chiamata Covid potrebbe fare pulizia di tutto il sottobosco”

Nemmeno “Espressione Teatro” (la cui biglietteria elettronica è gestita direttamente dal Gruppo Maio come “Teatro &Dintorni” senza delegare alcuna agenzia) esce indenne dalla chiusura da pandemia e dalle incertezze attuali, ma – dice Pietro Barbaro – “il disastro di questi mesi impone di organizzarsi per non vanificare una vita di sacrifici, di speranze e anche, consentetimi, di sogni. Rimboccandosi le maniche ed affrontando la realtà a muso duro! Questo è il momento della verità”. Fa dei precisi distinguo, Barbaro. “Il teatro pubblico proseguirà come ha sempre fatto, ottenendo finanziamenti, assicurando stipendi e sopravvivendo senza concreto rapporto con il mercato. Il teatro privato, quello serio, quello che investe da anni in progetti di crescita, in produzioni valide, artisticamente ed organizzativamente attente ed oculate, andrà avanti con grave affanno, qualche credito, molte collaborazioni con artisti e maestranze. Quello ‘inventato’, invece, scomparirà, in attesa di tempi migliori … Per tutti ci sarà da rispettare le misure precauzionali di sicurezza sanitaria, e si rispetteranno…. L’alternativa qual sarebbe, in effetti? Non ce n’è alcuna … Certo speriamo in un rallentamento dei contagi, ma intanto che si fa? Non si può star fermi”.

Barbaro sa di cosa parla. Ha già contrattualizzato tutto. E al Quirino di Roma le produzioni per le quali lavora come attore hanno già confermato le tournee nazionali a partire da novembre. “Quindi – conclude – si va”.

E anche il teatro amatoriale – secondo l’attore – può farcela. Anzi, “paradossalmente dovrebbe quello meno colpito. Se è teatro fatto davvero per amore e per diletto non avrà problemi… Nessuno che io conosca che ama andare a caccia si è mai posto il problema di quanto spende per il porto d’armi, perché dovrebbe lamentarsi un attore o un regista amatoriale se spende x euro in più per portare in scena uno spettacolo per il suo puro divertimento?”.

Insomma, conclude, “questa sciagura chiamata Covid potrebbe fare pulizia di tutto il sottobosco, di tutti coloro che non sono davvero produttori, registi, attori, né professionisti né amatoriali”.

“Il futuro del teatro a Messina? È inscritto nel rapporto con gli spettatori”

La convinzione di Barbaro è che “il teatro, viaggio di spettatori e attori, uniti dal piacere di stare insieme e da una comune volontà di insegnare e apprendere reciprocamente, sempre in movimento nelle sue forme ma stabile nella sua essenza, è sopravvissuto e sopravvivrà a ogni sconvolgimento tecnologico e di costume perché nasce da insopprimibili esigenze dell’uomo: stare insieme e interrogarsi sulla realtà”. Anche perché “nessun uomo è un’isola”. “Il teatro è evento che coinvolge tanti (autori, registi, attori, tecnici, spettatori), ci fa uscire dal nostro guscio, ci fa incontrare, ci spinge a discutere, quindi a riflettere … ci fa star meglio. Il teatro che propongo c’è e vuole continuare a esserci, nonostante le avversità, piccole e grandi, domestiche e internazionali; vuole continuare ad affermare, per quanto nelle sue possibilità, le ragioni del teatro, che sono le ragioni della cultura e, pertanto, di una più umana convivenza”.

E bisogna ricordare – chiosa l’attore – che “il riso fa buon sangue.  E ai nostri giorni la necessità di combattere l’’anemia’ si avverte con particolare evidenza. Il teatro popolare di qualità si propone come terapia particolarmente efficace. Questo non vuol dire che non si possano proporre spettacoli alternativi, come anche ‘Espressione Teatro’ ha fatto e continuerà a fare, ma vuol dire che non crediamo allo snobismo, non crediamo che ci sia – mantenendo la qualità, ovviamente – un genere più ‘alto’ e un genere più ‘basso’, come spesso è stata etichettata la commedia”.

“Il pubblico a Messina cresce, matura ed è sempre più competente”

“Il pubblico a Messina cresce, matura ed è sempre più competente”. Quindi, “chi si ferma è perduto. Anche perché ai ‘veleni’ dell’isolamento da tecnologia il teatro fa da antidoto con grande efficacia. Andare a teatro richiede attenzione, organizzazione e desiderio di autentica socializzazione: scegliere con calma lo spettacolo, organizzarsi per tempo, prepararsi ad incontrare conoscenti e amici, dialogare con loro faccia a faccia. E poi, ovviamente, c’è lo spettacolo: attori che sul palcoscenico fanno vivere un testo, messaggi di autori che, esprimendo le loro idee sull’uomo e sulla vita, suscitano emozioni e riflessioni, da condividere negli intervalli e dopo la conclusione della pièce. Il tutto in un’atmosfera di cordialità che favorisce la crescita di tutti e di ciascuno”.

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