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Milano 2046, i risultati della ricerca Delphi sul futuro della città – Foto gallery

Milano 2046, i risultati della ricerca Delphi sul futuro della città – Foto gallery

Bertolé: “Alzare lo sguardo e pensare in un’ottica di lungo periodo. Pensata prima della crisi epidemica, la ricerca mostra l’importanza di lavorare per ridurre le disuguaglianze. Tema centrale del post lockdown”

Dodici ambiti di analisi (i dodici domini dell’indicatore Benessere equo e sostenibile – BES – , realizzato dall’Istat per misurare la qualità della vita), un panel di 249 persone (tra esperti, stakeholder, membri della comunità) e una domanda centrale: quali obiettivi vogliamo per la Milano del futuro e cosa potrebbe ostacolarne il raggiungimento?

La ricerca Policy Delphi del laboratorio sul futuro Milano2046 si intitola “Alla ricerca del benessere: desideri, timori, rappresentazioni della Milano che sarà” ed è stata presentata oggi in conferenza stampa dal presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolé, insieme all’economista e statistico Enrico Giovannini, all’esperta di scenari sociali Francesca Bertè e all’esperto di welfare ed economia personale Sergio Sorgi.

“La ricerca Delphi è stata pensata prima dell’emergenza Coronavirus – ha spiegato il presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolé – eppure i suoi risultati hanno acceso un faro proprio su uno dei temi più attuali del post lockdown: ridurre le disuguaglianze sociali, economiche, educative, territoriali e di genere. Gli esiti dell’indagine indicano la direzione che dovremmo seguire in vari campi per un futuro migliore, un benessere diffuso, una società più equa e solidale: sostenibilità ambientale, attenzione ai giovani, ricerca di una città policentrica sono solo alcuni degli obiettivi maggiormente richiamati e già al centro dell’attenzione politica di questa Amministrazione. Il valore di questo lavoro – conclude Bertolé – sta nell’essersi proposta di alzare lo sguardo oltre il presente, offrendo temi di confronto e dibattito sul futuro della città: la ricerca non rappresenta quindi un punto di arrivo ma di partenza, perché occorre ora aprirsi a un confronto con la città per costruire una visione lungimirante e ambiziosa della nostra società”.

“Con questa ricerca non abbiamo preteso di prevedere il futuro – ha spiegato l’economista Enrico Giovannini –, ma cercato di esplorare i diversi scenari della Milano del 2046, chiedendoci come potrebbe, e soprattutto come dovrebbe essere. Un esercizio tutt’altro che astratto se si pensa che la stessa Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite inizia con le parole ‘noi immaginiamo un mondo…’. Lo spirito di questo lavoro testimonia come Milano sia capace di stimolare un dibattito concreto, costruttivo e aperto”.

La ricerca policy Delphi – i 12 ambiti, obiettivi e rischi

Lo studio si articola in 12 sotto-ricerche, una per ogni categoria del BES. Si tratta di indicatori utilizzati anche a livello internazionale (ad esempio nel Sustainable development goals – SDG – delle Nazioni unite) e questo attribuisce alla ricerca un respiro più ampio. Le persone che vi hanno partecipato sono per il 22% over sessantenni, per il 33% 50-60enni, per il 29% 40-50enni e per il 16% under 40. Dalla ricerca sono emersi ben 247 rappresentazioni della Milano del futuro.

Salute
Sono i bambini e i ragazzi i protagonisti degli obiettivi più ‘votati’ dal panel: garantire la salute nei servizi educativi, abolire il ‘cibo spazzatura’ e diffondere una cultura del benessere a lungo termine. A questi temi si aggiunge la riduzione dell’inquinamento, percepito come un fattore che incide negativamente sulla salute pubblica.
I rischi percepiti maggiormente sono invece quelli collegati all’aumento delle persone bisognose di assistenza di lungo periodo o non autosufficienti e la diminuzione delle risorse pubbliche destinate ai servizi educativi e alle scuole. Anche la questione ambientale, col peggioramento dei cambiamenti climatici, potrebbe ostacolare il percorso verso un benessere diffuso.

Istruzione e formazione
Tra i tanti temi aperti in questo ambito, è alta l’attenzione al percorso di crescita dei giovani, che devono essere accompagnati fino al termine degli studi, indirizzati da figure positive di riferimento e trovare percorsi idonei alle proprie esigenze (ad esempio, per gli stranieri, mediatori culturali e corsi di alfabetizzazione).
Contro questi obiettivi potrebbero ‘remare’ una classe docente poco motivata, ma soprattutto la creazione di classi ghetto e un tessuto sociale poco aperto all’inclusione e al rispetto reciproco.

Lavoro e conciliazione dei tempi di vita
Il lavoro contribuisce al benessere della persona quando è giustamente remunerato, ragionevolmente sicuro e corrispondente alle proprie competenze. Ecco allora che si guarda al futuro con la speranza di favorire lo sviluppo delle imprese, anche estere, e attrarre i migliori giovani talenti. È rivolto alle donne l’auspicio di poter finalmente colmare il ‘pay gender gap’ e agevolare lo sviluppo del lavoro agile, inteso come mezzo per conciliare la professione con i tempi di vita personali.
Saranno la lentezza della burocrazia, la mancanza di competenze adeguate e la crescita delle disuguaglianze, anche contrattuali, ad ostacolare il raggiungimento di questi obiettivi.

Benessere economico
Se le risorse economiche sono il mezzo per realizzare progetti di vita, ecco che i principali obiettivi da perseguire sono l’attrattività di Milano, come luogo in cui pubblico e privato siano in grado di promuovere iniziative tese alla creazione di posti di lavoro. Di contro, ciò che va evitato – come già evidenziato prima – è un impianto burocratico farraginoso e uno squilibrio demografico tale da rendere il welfare un servizio insostenibile.

Relazioni sociali
Per promuovere la creazione di reti sociali (non solo la famiglia, ma anche gli amici, il vicinato, le forme di associazionismo) si dovrà passare principalmente attraverso il supporto della maternità, la creazione di una città multicentrica, il coinvolgimento attivo dei cittadini nella cura degli spazi comuni.
Rappresentano un rischio concreto a questi obiettivi, l’aumento delle disuguaglianze e delle difficoltà per i giovani di formare una famiglia, primo nucleo di relazione sociale.

Politica e istituzioni
Da un lato sono i cittadini a dover sviluppare un maggiore senso di appartenenza alla comunità; in questo senso va la promozione dell’educazione civica. Dall’altro è la politica a dover trovare nuovi canali di comunicazione verso i cittadini. Obiettivi che vanno verso la ricerca di trasparenza e fiducia reciproca. Il populismo e la mancanza di dialogo e collaborazione tra le istituzioni sono ciò che minaccia la creazione di un sistema equo, partecipato e funzionante.

Sicurezza
Gli obiettivi guardano ai giovani, al completamento del loro corso di studi, a un cambiamento culturale profondo, che già dai primi anni di scuola, sia in grado di abbattere gli stereotipi e promuovere la parità di genere. L’esclusione sociale, il degrado nei quartieri o la creazione di ghetti, la mancanza di opportunità di crescita e riscatto per le periferie sono percepiti come i rischi maggiori per una società più sicura.

Benessere soggettivo
Vale la pena spiegare che questa categoria attraversa trasversalmente tutte le altre, rappresentando la percezione personale del benessere e influenzando le relazioni con gli altri. Per migliorare questo ambito, si dovrà principalmente investire nell’educazione, progettare uno sviluppo urbano sostenibile, intervenire sulle case popolari. Di contro, lasciare che la forbice tra ricchi e poveri aumenti, che l’ambiente venga condizionato da traffico e inquinamento, che i percorsi educativi non siano all’altezza delle aspettative, peserà negativamente su questo ambito.

Paesaggio e patrimonio culturale
Investire nell’edilizia scolastica, preservando gli istituti dal degrado; sostenere il settore culturale considerandolo una vera e propria risorsa economica; puntare sulla sostenibilità e sulla riduzione dell’inquinamento. Tra i rischi maggiori contro il raggiungimento di questi obiettivi, l’assenza di politiche di defiscalizzazione che aiutino i privati a investire in questo campo; il depauperamento progressivo delle attività artigianali e di piccolo commercio a vantaggio esclusivo della grande distribuzione; mancanza di investimenti nella manutenzione.

Ambiente
Per consegnare un ambiente migliore alle future generazioni, sarà necessario riqualificare il patrimonio edilizio, a partire da quello delle case popolari, investire nella mobilità sostenibile, sensibilizzare i giovani alle tematiche ambientali. Andrà evitato un mancato coordinamento tra le politiche che riguardano l’ambiente, la mobilità e il territorio.

Ricerca, innovazione e creatività
L’obiettivo numero uno è chiaro: Milano diventi la migliore città europea in tecnologie di waste management and recycling. La tecnologia al servizio dell’ambiente, evitando derive populiste e soprattutto tenendo lontana la criminalità organizzata dal tessuto produttivo.

Qualità dei servizi
Ampliare la rete dei servizi dedicati ai più fragili e sviluppare quelli indirizzati all’inclusione lavorativa dei giovani, delle donne e degli stranieri. Naturalmente per garantire l’erogazione dei servizi in un’ottica di equità e qualità, sarà necessario predisporre risorse adeguate ed evitare politiche di consenso prive di progettualità che, invece di guardare al futuro, cerchino di attrare un facile entusiasmo tra i cittadini elettori.

Milano 2046 – il Comitato di indirizzo

Milano 2046 si avvale del lavoro di un Comitato di indirizzo altamente qualificato e fortemente motivato. Un gruppo di persone che, alle competenze professionali, hanno unito passione civica e impegno personale. Studiosi ed esperti capaci di guardare al presente, da diversi punti di vista e angolazioni, e proiettarsi al futuro.

Insieme al presidente del Consiglio comunale, Lamberto Bertolé, Enrico Giovannini (economista e statistico), Sergio Sorgi (esperto di welfare ed economia personale), Carlo Sini (filosofo), Alessandro Rosina (demografo), Silvia Ivaldi (psicologa del lavoro), Francis de Brabant (esperto di innovazione e sviluppo), Ruggero Lensi (esperto di qualità dei servizi), Chiara Saraceno (sociologa), Francesca Bertè (esperta di scenari sociali), Giuseppe Munforte (esperto di disagio giovanile), Gianluca Bocchi (filosofo).

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