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Dalla Via: “Saniamo l’economia del territorio”. A Natale al via il progetto “Il Buon Regalo” con aziende legnaghesi

Un’iniziativa per Natale in collaborazione con le aziende locali a sostegno del territorio, un piano per i negozi sfitti di Legnago, e tanti eventi ancora “top secret” per far ripartire l’economia di Legnago e frazioni. 

Questi alcuni dei progetti di Nico Dalla Via, titolare del negozio per animali Super Argo, Presidente dell’Associazione dei commercianti del centro ViviLegnago e alla guida della delegazione cittadina di Confcommercio. Che sogna di far tornare la città un centro nevralgico sul fronte commerciale, come lo era negli anni ’80.

Che impatto ha avuto il lock down sulle attività commerciali partner di ViviLegnago? 

I negozianti hanno perso il 60%. E si tratta di fatturato che non si recupera più, perchè nel commercio quello che è perso è perso. Tuttavia, rispetto alle attività della provincia, qui il danno è stato minore perché durante il lock down gli abitanti si sono legati di più all’acquisto del negozio sotto casa. E questo è stata l’unica arma che ha fatto respirare un po’ il commercio del centro e delle frazioni in fase di riapertura. 

I numerosi eventi programmati dall’Amministrazione negli ultimi mesi hanno aiutato il settore del commercio a ripartire?

Le iniziative del Comune sono state utili e fondamentali perché hanno rassicurato la popolazione. A livello psicologico gli eventi legnaghesi estivi, che sono stati di estrema qualità e gestiti in maniera eccellente, hanno aiutato la popolazione a girare, hanno contribuito a rianimare il paese. Soprattutto il format dei giovedì di luglio, con i negozi aperti la sera, è stato molto produttivo per i negozianti. 

Si sono visti bar pieni di gente grazie agli eventi del Comune…

Sì però il nostro non deve essere il paese dei bar che si anima dopo le 18. C’è bisogno dell’artigiano, del calzolaio, c’è bisogno di tante cose. Le città devono offrire attività economiche a 360 gradi, non possono coprire solo una fascia di mercato. Quello che io chiamo il negozio di vicinato non deve morire perché oltre a illuminare il paese, dà un servizio. Il cliente va in centro perché trova cortesia, professionalità, che non compra in un motore di ricerca. 

Ecco, l’annoso problema dell’e-commerce. L’apertura del polo Amazon sulla transpolesana come si rifletterà sui negozianti di Legnago?

Quando non ce ne sarà più per nessuno, andremo a lavorare per loro. Ad Amazon è stata regalata la terra. E parliamo di licenze nazionali per fare alla fine un magazzino di deposito. Non è possibile competere con questi giganti dell’e-commerce. Loro investono l’1% del fatturato in pubblicità, martellano la gente all’acquisto compulsivo. Quest’anno la vendita online è aumentata del 23%. Pensi che Alibaba, partecipato da petrolieri arabi, sta rilevando centri commerciali in disuso nelle principali città europee per creare delle piattaforme logistiche che garantiscano la distribuzione dei prodotti in 20 minuti. Queste strategie rivoluzioneranno la micro-economia del negozio di vicinato, distoglieranno gli acquirenti dall’economia circolare. Non foraggiamo siti che hanno residenze fiscali all’estero! L’anno scorso un noto colosso dell’e-commerce ha pagato solo 45mila euro di tasse con un indotto di milioni. Bisogna invece mantenere l’economia nel territorio. 

Come?

Con delle iniziative ad hoc. Per Natale ad esempio ViviLegnago vuole coinvolgere le aziende del territorio con il progetto “Il Buon Regalo”. Ogni anno a Natale le imprese legnaghesi spendono dai 5 ai 10mila euro in regali per i propri dipendenti. Anziché acquistare vini, o dolci natalizi o prodotti diversi, di altre regioni o province, noi proponiamo loro di regalare ai propri impiegati un voucher spendibile nei negozi del centro e frazioni o presso produttori locali. Saniamo la nostra economia prima. Il nostro territorio ha la possibilità di tornare ad essere importante commercialmente come negli anni ’80, perché ci troviamo in una posizione strategica invidiabile. 

Altre iniziative?

Ne abbiamo molte per i prossimi 3 mesi, e anche importanti. ma le sveleremo a tempo debito. Io voglio che Legnago torni ad essere bella, perché, come diceva Dostoevski, la bellezza conquisterà il mondo. E a questo proposito ritengo si debba fare qualcosa per i negozi sfitti, le cui vetrine sono inguardabili. 

Che cosa?

Si potrebbero aprire dei Temporary store, riempirli per 3-4 mesi con attività nuove e diverse, trovando una forma di rimborso per i proprietari, magari con un bando regionale. Abbiamo dei canoni di locazione troppo alti, persino rispetto a Verona. Non siamo più il centro di 20 anni fa. Un mio conoscente ha affittato 2 negozi di 70 mq a 450 euro l’uno in Largo San Nazaro a Verona. Proporzionandolo a un negozio della stessa dimensione a Legnago, i costi raddoppiano.

Che cosa auspica per aiutare le attività economiche legnaghesi a ripartire?

Non c’è una ricetta per sanare la situazione. Servirebbe buonsenso. Gli alti vertici dovrebbero ascoltare le associazioni di categoria e non farsi scivolare addosso le nostre richieste. Il confronto porta sempre a un risultato. Il nostro presidente nazionale (di Confcommercio ndr) ha fatto delle richieste al governo centrale, ma non è stato preso in considerazione. 

Durante il confronto con Dalla Via, è entrata in negozio Gloria Facchini, educatrice dell’Agenzia per l’integrazione sociale della Cooperativa Emmanuel, specializzata nella fornitura di servizi a persone diversamente abili. Mi ha presentato Nicola, un timido ragazzo, ospite della Comunità che lavora nel negozio di Dalla Via da 5 anni, 3 volte a settimana. 

“Nicola è uno degli 11 ragazzi della nostra Cooperativa che lavorano in vari negozi di Legnago all’interno del nostro progetto dedicato all’integrazione nel mondo del lavoro dei ragazzi con disabilità”, mi ha spiegato Facchini, “Grazie alle attività del territorio e all’Ulss3, che è all’avanguardia su questo fronte, i ragazzi possono fare tirocinio e lavorare, sentirsi utili, ricevendo una copertura assicurativa e una piccola borsa lavoro. Tutto questo è possibile grazie alla sensibilità dei negozianti. Il piccolo negozio lavora bene con noi. Sono aperti e disponibili. Fanno rete”. 

Ecco perché è importante che il “negozio di vicinato” rimanga sempre vivo…. 

Nico Dalla Via (ViviLegnago) e Gloria Facchini (Cooperativa Emmanuel)

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