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Nicola Franco

Palermo, l’Arte della Vita a Villa Pantelleria confiscata alla mafia

L’evento “L’Arte della Vita” a Villa Pantelleria. Un bene confiscato alla mafia e riaperto alla città di Palermo con attività culturali. Una serie di appuntamenti giovedì 1 ottobre, a partire dalle ore 18.00, animeranno l’intero parco di Villa Pantelleria a Palermo (Vicolo Pantelleria, 10), attraverso diversi momenti artistici. Il progetto, dell’Associazione Parco Villa Pantelleria, ideato dall’artista Lollo Franco con il sostegno della Regione Siciliana assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana, “mira a raccontare le diverse manifestazioni dell’Arte nella vita, in un confine che è difficile da definire e che segna tanto la vita di un attore quanto quella di un artigiano”, si legge in un comunicato.

Lollo Franco

Il bando

Ricordiamo, inoltre, che è in corso il bando per l’assegnazione diretta dei beni confiscati, con scadenza il 31 ottobre. Per chi volesse avere chiarimenti sul bando, che è sperimentale, si può fare riferimento al supporto di Libera. La stessa rete di Associazioni Libera sottolinea come la Sicilia sia in testa per l’utilizzo di beni confiscati alle mafie.

Nel frattempo, nel Comune di Moncalvo d’Asti, in Piemonte, sta per aprire una cascina dedicata a Graziella Campagna, giovanissima vittima innocente di mafia nel Messinese, sottratta alla mafia e destinata all’accoglienza di quattordici donne vittime di violenza o con problemi di dipendenza.

L’evento

L’Arte della Vita a Palermo

L’Arte della vita” a Villa Pantelleria, tra scatti fotografici dell’epoca, video proiezioni e teatro danza – dichiara Alberto Samonà, assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana – è un percorso di vita nell’arte, dove l’attore è un artigiano che tramanda l’alta tradizione della ‘replica della vita’ sul palcoscenico, così come il Rais è un artista che fa della sua arte vita”.

Con questo appuntamento vogliamo celebrare l’Arte in molte delle sue declinazioni – dichiara Lollo Franco, ideatore del progetto – Colui che genera una traccia di bellezza e cultura da condividere con il prossimo genera Arte, sia che sia un fotografo, un semplice artigiano, un Rais o un attore”.

Si comincia alle ore 18.00 con l’inaugurazione nello spazio Atelier della mostra fotografica “La Tonnara”, con scatti risalenti agli anni ’60 di Peppino Pipitone che raccontano la tradizionale pesca del tonno in tutte le sue fasi.

Dalle ore 19.00 ci si potrà spostare nello spazio Putia d’Arte Malvina Franco dove verrà proiettato il video de “Il Rais – Una favola di mare”, rappresentato nel 2008 nella storica tonnara di Favignana. Il video svela, con disegni e descrizioni dei vari percorsi, il posizionamento delle reti e la camera della morte. 

A fare da sottofondo sonoro i canti originali dei ‘tonnaroti’ tratti dalla celeberrima raccolta di Alberto Favara. Il Rais, celebrante per eccellenza di questo rito che si colloca tra la caccia e danza, interpretato nel video da Lollo Franco, racconta, tra le tante cose, perché le barche della tonnara sono nere e “impeciate” e conduce nei depositi dove d’inverno vengono conservate.

Alle ore 21.15, infine, nello spazio della Corte Reale si svolgerà la performance di teatro e danza “Il folle allo specchio” di e con Lollo Franco e Nicola Franco (quest’ultimo nell’immagine in evidenza, N.d.R.), insieme con Valeria Andreanò, Marta Castiglia, e le danzatrici Giorgia Di Cristofalo, Laura Lopiano, Federica Marullo. 

Musiche di Giuseppe Mazzamuto, scene e costumi Lollo Franco, aiuto scenografo Emilia Gagliardotto, disegno luci e audio Werther Bottino, organizzazione generale Santina Pellitteri Franco.

L’idea della pièce teatrale nasce dall’esistenza di un ipotetico artista, il “folle” appunto, che, nelle sue immaginazioni, viaggia in uno spazio mentale che diventa fisico. Quest’uomo si confronta allo specchio col suo passato, destinato a riflettersi nel suo futuro, come una possibile linea di continuità. I ricordi, le immagini e i suoni lo faranno oscillare tra diversi momenti fino ad arrivare alla sublimazione del proprio essere, attraverso i personaggi che ricopre, cuciti indelebilmente sulla sua pelle, colora i margini della sua esistenza, aggrappato a un ricordo particolare della sua vita. 

Il monocolore del passato si trasforma via via, in un gioco che comprende falsità e verità, ma non finzione. La parola dell’attore è un caleidoscopio di sensazioni ed emozioni dell’universo teatrale classico e popolare, accompagnata dal movimento di tre muse danzatrici, strettamente collegate al suo vissuto. 

L’ingresso a tutti gli appuntamenti è libero, con l’obbligo dell’utilizzo della mascherina in ottemperanza alle norma anti Covid-19 (per informazioni sulla disponibilità dei posti è possibile contattare il numero 091-6888886).

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