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Bambino morto a Napoli

Bambino morto a Napoli, è mistero sul cambio delle password

Il piccolo avrebbe cambiato le password di smartphone e tablet prima di lanciarsi nel vuoto.

Continuano ad emergere particolari inquietanti ed agghiaccianti sulla vicenda del bambino morto a Napoli in circostanze misteriose. Sembra allungarsi sempre più l’ombra mortale di un tragico “gioco” sul web, un fenomeno purtroppo sempre più diffuso tra giovanissimi ed adolescenti.

Bambino morto a Napoli, password cambiate qualche giorno prima del tragico evento

Tra i misteri su cui stanno indagando gli inquirenti c’è il giallo delle password cambiate sia sul tablet che sullo smartphone dal bambino, proprio qualche giorno prima di morire.

Le indagini al momento si stanno concentrando su un “gioco” diffuso sul web collegato ad un personaggio inquietante che si mostra sui social con un volto rassicurante e quasi amichevole, simile a quello di Pippo della Disney. In realtà dietro si cela un buco nero di follia e malvagità, che spinge i giovanissimi a commettere atti autolesionistici e addirittura letali.

Poco prima di morire il bambino avrebbe scritto alla madre un sinistro messaggio, nel quale spiegava che doveva andare via poiché atteso proprio da un fantomatico uomo incappucciato. Questo personaggio a quanto pare minaccerebbe i bambini e le loro famiglie se non eseguono gli ordini impartiti.

La conferma del suicidio

L’autopsia sul corpo del piccolo hanno confermato che molto probabilmente si tratta di suicidio, poiché le lesioni sono compatibili con la caduta e non ci sono altri segni di violenza. Sconvolti anche i conoscenti della famiglia, sempre molto attenta e premurosa nei confronti dei figlio. Internet purtroppo è un “mare magnum” dove si nasconde di tutto, e talvolta neanche la presenza continua e costante dei genitori è sufficiente per preservare i piccoli dagli orrori e dai pericoli del web, facendosi coinvolgere in “giochi” di cui non percepiscono la pericolosità.

Intanto le indagini proseguono e nelle prossime ore saranno controllati il tablet e lo smartphone del piccolo per trovare ulteriori elementi. La Procura di Napoli sta ascoltando anche gli amici del bambino che hanno trascorso con lui le ultime ore della sua vita.

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