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Venezia, giovane imprenditore “adotta” un giovane ricercatore della Banca degli Occhi

Giovedì 8 ottobre Giornata Mondiale della Vista. Dall’azienda un investimento benefico per produrre in laboratorio uno strato sano della cornea come terapia avanzata

È possibile che un imprenditore del settore dei macinacaffé professionali possa scegliere di investire in terapia cellulare “assumendo” un ricercatore? Accade a Venezia, dove tra le prestigiose macchine da caffè made in Veneto, la nuova generazione di giovani imprenditori della Fiorenzato Srl ha scelto di guardare più in là delle proprie linee produttive, sostenendo con un’azione benefica il lavoro innovativo di un ricercatore di Fondazione Banca degli Occhi.

Più che una semplice donazione, l’idea della Fiorenzato è un vero e proprio “investimento etico” messo in pratica a sostegno di un ente di ricerca del territorio, la Banca degli Occhi, a vantaggio della collettività. In particolare, un gesto a sostegno di un progetto innovativo che mira alla creazione in laboratorio di uno strato della cornea attraverso la terapia cellulare, come terapia innovativa per i pazienti affetti da distrofie corneali, ampiamente diffuse.

L’IDEA NATA DA UNA VISITA IN AMBLUATORIO. L’idea, fa sapere Fiorenzato, nasce da un incontro quasi casuale. Da un lato Mattia Oddera, titolare insieme ai due fratelli Christian e Manuel della Fiorenzato Srl, azienda storica di S. Maria di Sala (VE) nel settore della produzione di macinacaffè e macinadosatori professionali, che distribuisce il proprio brand in più di 70 Paesi. Dall’altro Mattia Lamon, giovane biologo padovano impegnato sul fronte della ricerca ed in particolare della terapia cellulare, inserito grazie al progetto Fiorenzato nel team di ricerca della Fondazione. “Recandomi nella sede di Fondazione Banca degli Occhi per un problema oculare personale, mi sono trovato immerso in questa realtà dove ai pazienti che attendono una visita per una patologia oculare si mescolano spesso ricercatori intenti a trovare soluzioni innovative per chi soffre di quelle stesse malattie. Tra pazienti e ricercatori c’era solo un piano di scale” racconta Mattia Oddera. “Io e mio padre, notando questa sinergia, abbiamo chiesto di conoscere alcuni dei ricercatori e il loro lavoro, da lì è nata l’idea. Abbiamo pensato che anche noi, come importante realtà produttiva del territorio, potevamo fare qualcosa per questo ente di ricerca veneziano di respiro internazionale”.

L’IMPRENDITORE E IL RICERCATORE. Da lì a qualche mese la nascita del progetto: Fiorenzato ha sostenuto un anno di lavoro “adottando” il ricercatore Mattia Lamon. “Abbiamo voluto conoscere Mattia, abbiamo visitato il suo laboratorio, abbiamo sentito dalla sua voce il progetto su cui sta lavorando e abbiamo deciso di proseguire con questo “investimento”. Un progetto che proprio in questi giorni ha portato anche ad una pubblicazione sulla rivista scientifica internazionale “Cell and Tissue Banking”, punto di riferimento per quanti si occupano di trapianti di cellule e tessuti con metodi avanzati.

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