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“Paradise – una nuova vita” di Davide Del Degan, con Vincenzo Nemolato e Giovanni Calcagno – recensione esclusiva e trailer

Arriva nelle sale “Paradise – una nuova vita” diretto da Davide Del Degan con Vincenzo Nemolato e Giovanni Calcagno. Ecco la nostra recensione in esclusiva.

Calogero, interpretato da Vincenzo Nemolato, è passato da essere un uomo comune a eroe. È Siciliano, vende granite nella sua cittadina e un giorno si è trovato ad assistere ad un omicidio. Subito dopo quel momento, dettato dal coraggio e dalla sua purezza, ha preso una decisione difficile: testimoniare. Da quel momento Calogero è stato sottoposto al programma di protezione e si è ritrovato catapultato in una realtà diametralmente opposta alla sua: il Friuli Venezia Giulia, precisamente nel villaggio di Sauris. In questa sua nuova vita, seppur lontano dalla famiglia, ha mantenuto la sua attività legata alla vendita delle granite. Nonostante questa decisione sofferta è continuamente in conflitto con se stesso per non aver visto nascere la figlia.
Poi però lo stravolgimento della storia, il killer diventa collaboratore di giustizia, cosa sceglierà di fare Calogero?

Il trailer del film

Vincenzo Nemolato e Davide Del Degan: un esordio da non dimenticare

Quanto è affascinante la prima volta? C’è quella parte indefinita da scoprire, un nuovo metodo di lavoro, una zona grigia. Nella vita c’è tempo e modo di godere degli errori, di analizzarli, nel cinema, come nel lavoro l’errore costa.
In “Paradise – una nuova vita”, di errori e occasioni per puntare il dito, non ne vengono concessi. Davide e Vincenzo, arrivano a questa tappa, avendola preparata a lungo: il primo come regista al suo primo lungometraggio di finzione, il secondo come esordio cinematografico da protagonista.
Davide Del Degan per anni, si è diviso tra corti e documentari, costruendo e rendendo solido il suo sguardo verso il mondo. Il passaggio alla finzione è arrivato grazie a un accadimento simile a quello del protagonista, la paternità. Come ha rivelato nelle interviste che hanno accompagnato “Paradise – una nuova vita “, Davide si è interrogato molto su sé stesso, domandandosi che padre sarebbe diventato e assieme ad Andrea Magnani ha scritto una storia universale che spazia su più tematiche.
L’io come parte di un insieme di individualità o come parte di un’unica collettività? Dipendiamo gli uni dagli altri? Queste domande che pone il film vengono costruite attraverso una regia poetica e affascinante, regalando allo spettatore una sensazione di esperienza da portare a casa con sé, di quelle a cui ripensi nei giorni a seguire. Questo può avvenire solo se il film, come in questo caso, viene preparato a lungo, curato nel dettaglio. Dagli stacchi al montaggio che rendono la storia fluida, alle d’orate lacrime che cadono dagli occhi di Vincenzo, al puzzle della Sicilia da cui lentamente cadono tasselli, tanti piccoli dettagli che costruiscono un gruppo di lavoro il cui prodotto finale non è solo l’idea del regista ma di tutto il cast, sia tecnico che artistico.

“Paradise -una nuova vita” – foto di scena

Vincenzo, esordisce in “Paradise – una nuova vita” come protagonista. È arrivato a questa tappa dopo un percorso molto lungo e vasto, costituito da: undici anni di teatro, partecipazioni al cinema accanto ad attori del calibro di Luca Marinelli e Toni Servilo e nella serie “Gomorra”. Ciò che ha sempre contraddistinto Vincenzo è il suo approccio al lavoro. Pur partendo, a un occhio poco attento, come un attore secondario, da un lato Vincenzo si è sempre contraddistinto per la sua bravura e da un’altro nella costruzione di una chimica fortissima con il compagno di scena. Con Giovanni Calcagno, i due attribuiscono al loro ruolo di attori il significato che ne attribuiscono gli inglesi “fare l’attore”, “to play”, giocare. Si perché i due giocano con le fisicità (in una scena Giovanni viene inquadrato quasi come bestia) un po’ come accadeva con i protagonisti di “Dogman” con un accezione diametralmente opposta. Giocano con gli sguardi e con i silenzi toccando delle altissime corde comiche. Se dovessimo attribuirgli un paragone calcistico, i due sono una coppia d’attacco che vive e prescinde l’uno dal’altro.   
Per Vincenzo questo ruolo in “Paradise – una nuova vita” non arriva per caso ma è il risultato di anni di fatica, i sacrifici e di sudore. Il merito e il perché è stato scelto per il ruolo di Calogero è riassunto nel film di Davide, basti considerare la trasformazione facciale che assume in quattro momenti del film. Trasforma e plasma il suo volto facendosi portatore delle emozioni di Calogero andando oltre il concetto di semplice interprete. Lui non fa Calogero ma è Calogero.  

Paradise – una nuova vita” non è un film che racconta le conseguenze della criminalità organizzata, bensì sfrutta la situazione di isolamento come pretesto per analizzare il protagonista a tutto tondo. Ci sono delle forti basi filosofiche che fanno riflettere lo spettatore sulla nostra posizione nella società riguardo il concetto di parte legato un tutto, come gruppo o come insieme di individualità strettamente connesse. La parte più importante è lasciata alla purezza del giovane padre e l’importanza del gesto che fa in relazione alla figlia che “non ha mai visto nascere”, come spesso ripete durante il film. Regalando al suo pubblico il grande quesito: cosa lasciamo ai nostri figli?
Paradise – una nuova vita” è quella storia che scalda il cuore, non lasciando indifferente lo spettatore al termine della visione.

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