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Adriano Panatta

Adriano Panatta aux Internationaux de France de tennis à Roland-Garros en juin 1978 à Paris, France. (Photo by Daniel SIMON/Gamma-Rapho via Getty Images)

Panatta mette da parte “dritti e rovesci” e dice sì alla sua compagna

Panatta mette da parte “dritti e rovesci” e dice sì alla sua compagna

​Ascenzietto ha detto sì. Il campione più popolare del tennis italiano, Adriano Panatta, ha messo da parte “dritti e rovesci” (così si intitola la sua biografia) e ha deciso di continuare a godersi quella vita familiare tranquilla ​che da anni fa a Treviso, il suo buen retiro.

La moglie è Anna Bonamigo, al quale l’ex playboy è legato da anni. Il rito è stato officiato da un noto magistrato, Carlo Nordio, amico della coppia.

​Ascenzietto, lo soprannominavano così per via di suo padre Ascenzio, custode dei campi da tennis delle Tre Fontane a Roma, diventò famoso al grande pubblico ai Campionati assoluti del 1970, quando affrontò in finale il mostro sacro del tennis di casa nostra, Nicola Pietrangeli, venerato e imbattibile.

Panatta non si fa scrupoli – è nel suo carattere, elegante ma diretto – e vince contro il mito. Da lì una splendida carriera, forse non toccata sempre dalla fortuna, in cui sconfigge tutti i campioni dell’epoca, a cominciare da Bjorn Borg. Nel ’76 trionfa al Roland Garros e porta la selezione nazionale a vincere la Coppa Davis in Cile. E’ il suo momento di gloria.

Molto tecnico, mago delle volée​ e di un gioco brillante che non annoiasse il pubblico, specialmente sotto rete, Panatta è sempre stato amante della terra battuta e della qualità della vita, senza essere mai schiavo, altro suo merito, della “bella vita” che ha distrutto molti suoi colleghi.

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