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I (semplici) segreti di Rafa Nadal, il più forte di sempre

C’è una frase di Rafael Nadal che più di altre spiega perché il campione, che ha vinto domenica scorsa il 13esimo titolo al Roland Garros e il 20esimo trofeo del Grande Slam eguagliando Roger Federer, può continuare a vincere all’infinito.

“Tutti siamo passati per momenti migliori o peggiori, soprattutto quando abbiamo avuto problemi fisici. Ma io ho avuto la fortuna di avere una famiglia e uno staff fantastico che mi hanno sostenuto sempre e questo mi ha aiutato ad avere una personalità stabile – ha detto il tennista spagnolo in una intervista dopo il trionfo a Parigi – Non mi eccito quando le cose vanno molto bene né mi deprimo quando vanno male. Questo mi aiuta a fare le cose con maggiore tranquillità. Alla fine, tutto si riassume nella passione che uno ci mette a far le cose”. Famiglia e isolamento, stabilità e passione.

Un segreto fin troppo semplice, ma che hanno solo i campioni. Aldo Cazzullo ha scritto sulle pagine del Corriere della Sera in questi giorni: “Sono convinto da tempo che Rafael Nadal non sia soltanto il più forte tennista di tutti i tempi, ma uno dei più grandi sportivi della storia. Federer è talento puro. Le sue volée sono eteree come creature soprannaturali. Nadal ruba il fuoco agli dei per portarlo agli uomini. Mai, su nessun campo, in nessuno stadio, si sono viste tanta intelligenza e tanta ferocia nella stessa persona. Non si è mai visto uno stratega così e un lottatore così. Mai un atleta ha concentrato in se stesso una simile capacità tattica di vedere il gioco, e un’altrettanta capacità morale di dominarlo”.

La forza di Nadal è prima di tutto morale, mai una parola fuori posto, mai un’azione denigratoria dell’avversario. ” Lo si è visto anche fuori dal campo. La scelta di diventare mancino, lui che era (e nella vita è rimasto) destro. Il modo in cui si è ripreso da infortuni e operazioni che avrebbero stroncato altre carriere”.

Eppure Rafa ha confessato che c’è un momento in cui ha il timore di non vincere. “Ogni volta che vado a un torneo penso che può essere un anno in cui si può anche non vincere… Normale è non vincere e questo lo tengo molto presente”. Ma quando vinci il Roland Garros anche allenandoti male, in modo poco competitivo, per sei mesi a causa della pandemia, allora non c’è storia.

Rafa, sei già il migliore di tutti i tempi? “Questo è discutibile, i numeri vanno analizzati dalle persone che conoscono bene la storia del tennis. A me, sinceramente, importa poco. Sono felice con quello che ho fatto in carriera. Studieremo tutto quando finiremo le nostre carriere e potremo allora dire chi è stato il migliore”.

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