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Pierluigi Biondi parla della pandemia: “che si dimostri senso di responsabilità, teniamo alta l’attenzione”

“Non sono luoghi che generano contagi, ma il mancato rispetto delle regole. Teniamo alta l’attenzione, ma continuiamo a vivere“. Con queste parole il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi commenta sulla sua pagina Facebook la situazione presente. E aggiunge: “La nostra città, e il suo territorio, stanno vivendo una fase difficile alla luce della nuova ondata di emergenza legata al Covid. La crescita del contagio però è determinata anche da una grande attività di monitoraggio che si sta facendo sulla popolazione. Quindi il richiamo è sempre ai soliti principi, di razionalità e responsabilità. Di razionalità perché dobbiamo essere consapevoli che rispetto a marzo, per esempio, a parità di contagiati, sono sette volte tanto i tamponi effettuati, quindi il livello di contagiosità è molto inferiore a quello della fase acuta. Ma questo non significa che bisogni abbassare la guardia, significa non trasformare un’emergenza in psicosi. Una psicosi ci vedrebbe ricorrere al tampone fai da te, alle cure immaginate a casa, ai consigli di amici non medici, ai rimedi letti su internet. Bisogna fidarsi del servizio sanitario che si sta occupando, con grande preparazione e con grande professionalità, della tutela della nostra salute e della salute dei nostri cari. Il servizio di prevenzione in questa fase è sovraccarico di lavoro, per cui stiamo immaginando un potenziamento che in parte già è stato attuato da parte dell’Azienda sanitaria locale, su tutti i territori. L’altro principio è quello di responsabilità, bisogna seguire le regole dettate sin dall’inizio dell’emergenza: distanziamento interpersonale e utilizzo della mascherina, che sia o meno possibile mantenere la distanza. E ancora: un’igiene frequente delle mani. In sintesi, è necessario evitare assolutamente comportamenti a rischio. Perché non sono i luoghi che generano contagio, ma lo generano i comportamenti errati. I cinema, i ristoranti, i bar i mezzi di trasporto pubblico, in sé non sono luoghi dove ci si contagia più facilmente. Ci si contagia più facilmente se si utilizzano misure di precauzione più blande. Quindi il richiamo a vivere, ma vivere in responsabilità. Si possono frequentare i luoghi di ritrovo, almeno finché non ci saranno norme più restrittive a livello nazionale. Ma lo si deve fare con accortezza, con attenzione e con intelligenza. Da parte nostra naturalmente stiamo cercando in ogni modo di accompagnare il percorso del servizio sanitario, locale e regionale con una serie di misure che abbiamo intrapreso. La nostra unità di crisi si riunisce frequentemente, sono tantissimi i contatti con i primari dei reparti più sensibili. A tal proposito posso annunciare che già da questa mattina il primario di Anestesia e Rianimazinone, professor Franco Marinangeli sta lavorando per incrementare precauzionalmente il numero dei posti letto di terapia intensiva. Il G8 è attivo e sono stati insediati anche 24 posti letto di pneumologia, che consentono di gestire anche i casi che necessitano della subintensiva, quindi non della parte che richiede maggiore invasività delle cure. Per giovedì ho convocato il comitato ristretto dei sindaci, cioè i colleghi sindaci che rappresentano i 108 primi cittadini della provincia, per capire quali sono le criticità, confrontarci con la Asl, con i medici di famiglia e con i pediatri di libera scelta per capire quali possono essere le contromisure da intraprendere. Con il coordinamento della prefettura è stato chiesto un incremento dei controlli e stiamo tutelando le fasce più fragili, per esempio gli anziani ospitati nel Centro servizio anziani, il cosiddetto “ex Onpi“, dove abbiamo dovuto fare delle dolorose restrizioni, in ordine per esempio alle visite dei parenti, ma dobbiamo avere lo stesso spirito di sacrificio e la stessa forza che abbiamo avuto a marzo, aprile e maggio, quando con grande determinazione siamo riusciti a passare indenni la fase peggiore di questa epidemia. Fare qualche sacrificio oggi, avere attenzioni oggi significa non arrivare magari a un non auspicabile lockdown intorno a Natale, quando il peso delle restrizioni potrebbe incidere in maniera determinante sul sistema produttivo della nostra città e del nostro territorio. Quindi pensiamo con fiducia al futuro, ma facciamolo con il cervello sempre posizionato sulla rotta della responsabilità e del rispetto delle norme”.

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