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La Bolivia torna “rivoluzionaria” con Arce, un anno dopo il golpe militare

Lucho ed Evo. La Bolivia torna “nazionalista e rivoluzionaria” come in fondo è sempre stata, non fosse per la parentesi Jeanine Áñez, la senatrice che, seguendo i consigli e i dictamen dell’esercito, un anno fa ha preso il Paese in mano dopo le rivolte sociali. E se l’anno scorso hanno potuto fermare, di fatto con un golpe militare, la rielezione di Evo Morales, nulla hanno potuto quest’anno per evitare che Luis “Lucho” Arce, ex ministro dell’Economia di Morales, diventasse Presidente del Paese. Lucho ed Evo hanno riportato un’idea di socialismo in Bolivia.

Venezuela e Cuba si sono complimentate: il “sogno bolivariano” è sempre vivo e riprende vigore, prossima tappa l’Ecuador. Il MAS (Movimento al Socialismo) torna al potere e lancia messaggi di speranza al popolo traumatizzato da questi ultimi anni. Obiettivi la lotta alla disoccupazione e alla povertà e riacquistare una dignità internazionale, che è andata perduta nell’ultimo anno.

Sebastián Michel, portavoce del MAS ed ex viceministro della Comunicazione con Morales, ha commentato: “Abbiamo raggiunto l’obiettivo, i miei timori erano che non ci fossero elezioni, fossero messi fuori legge il nostro partito e la democrazia. Evo, il nostro riferimento, ha tutti i requisiti e le conoscenze per continuare a lavorare con noi”.

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