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Berlino, attacco all’arte da parte dei negazionisti. Danneggiati 70 capolavori nei musei

Che i musei siano “centro dei satanisti globali e dei criminali del coronavirus” lo poteva dire solo uno che di nome fa Attila. E’ uno chef vegano, di cognome fa Hildmann, è antisemita e complottista, insomma ce l’ha tutte. Potrebbe essere lui il mandante del maggior sfregio all’arte antica che sia mai stato perpetrato in Germania.

Almeno settanta capolavori tra sculture, quadri, sarcofagi e frammenti sono stati irrimediabilmente danneggiati nei musei berlinesi del Pergamon, Neues Museum e Alte Nationalgalerie, in quella che viene chiamata Museuminsel.

Hildmann ha una serie di lunghi precedenti per aver esaltato i fan nei suoi comizi e sui social con le sue strambe tesi. Ma lo sfregio all’arte, la commistione tra complottisti ed estrema destra, a cui si aggiungono – un giorno ci spiegheranno anche perché – i vegani, rimanda a scenari storici di violenza e orrore che tutti ricordano. 

Lo sa bene la Fondazione Preussischer Kulturbesitz, a capo dell’Altes Museum, che dopo l’ennesimo proclama di Hildmann, contro l’altare di Baal lì custodito che sarebbe a suo giudizio “il trono di Satana”, aveva esposto, a sua tutela e con un gesto di grande cultura, un manifesto contro razzismo e nazionalismo. Che in Germania un peso ce l’hanno.

Hildmann ha usato parole dure anche contro Angela Merkel, la quale vivendo nella zona sarebbe di conseguenza una persona “demoniaca”. Le mattate dello chef hanno finora solo infastidito i tedeschi. Da oggi se ne occuperà la Procura.

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