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Coronavirus, affondo del M5S: “Numeri impietosi, la Liguria è la regione con l’aumento dei positivi più alto su tampone”

Coronavirus – La Liguria preoccupa e fa parlare, di settimana in settimana. Sì, perché già la scorsa settimana l’Istituto superiore di Sanità ci poneva, insieme alla Valle d’Aosta, al vertice delle regioni italiane per incidenza da Coronavirus con 142 casi ogni 100 mila abitanti, e quindi tra le nove regioni dove si supera il valore 75casi/100mila abitanti che rappresenta la media nazionale. Senza contare, poi, la recente notizia secondo la quale l’Istituto Robert Koch di Berlino, l’istituto di sanità pubblica in Germania, ha inserito, tra le regioni italiane, la Liguria e Campania tra le zone a rischio Covid-19

Ieri, ancora, la Liguria è stata la Regione dove nettamente si è registrata la più alta percentuale di positivi su tamponi effettuati: 15% (frutto di 907 nuovi casi su 6062 tamponi, 1,5 milioni di abitanti). In Piemonte il valore percentuale è di 10,7 (1396 nuovi casi su 13018 tamponi, 4,3 milioni di abitanti), in Lombardia 9,3% (2023 nuovi casi su 21.726 tamponi, popolazione 10,6 milioni di abitanti). La regione messa peggio, ma staccata di tre punti percentuali è la Campania (5,8 milioni di abitanti): ieri sono stati registrati 1312 nuovi casi con 10205 tamponi e il valore del rapporto positivi per tamponi è 12,8%.

Ed anche le polemiche diventano virali. Polemiche in Liguria sull’andamento e le misure di contenimento della pandemia covid in casa M5S.
“Regione Liguria ha nascosto la polvere sotto il tappeto per mesi, ma prima o poi la verità doveva venire a galla. I numeri di ieri ci dicono che qualcuno non ha fatto il proprio dovere. I dati del bollettino di ieri sono impietosi: 907 nuovi casi positivi, con un +4,9% di contagi in più rispetto al giorno precedente. È la percentuale più alta d’Italia. È un’enormità” – affondano i pentastellati Fabio Tosi, Leda Volpi ed Elena Botto.
E, ancora: “Abbiamo sempre invocato una leale collaborazione tra Stato e Regioni, ma quando Toti avrebbe dovuto collaborare per evitare il disastro, ha sempre preferito l’ostruzionismo e la campagna elettorale. Basti pensare a come è stata ostacolata l’app Immuni, per il quale il Governo, nel Dpcm del 18 ottobre, è dovuto intervenire: ora, per collaborare, i dipartimenti di prevenzione delle ASL hanno l’obbligo di caricare il codice chiave in presenza di un caso di positività, accedendo al sistema centrale dell’app. Ignorate anche tutte le raccomandazioni di investire sulla medicina territoriale, con il risultato che oggi mancano i protocolli e una rete per i medici di famiglia. L’obiettivo non era solo aumentare i posti in terapia intensiva, seppur preziosi e vitali: l’obiettivo era soprattutto quello di potenziare la sanità del territorio per intercettare prima i positivi” – incalza la deputata M5S Leda Volpi.

Genova, sotto i riflettori, dunque. Basarsi solo sui numeri, specialmente a livello regionale e non locale, può essere poco attendibile sopratutto, come è noto, che in Liguria, al momento, il trend sia influenzato pesantemente dalla situazione genovese: ieri su 907 nuovi casi 762 erano a Genova.

Più utile, certamente, sarebbe sapere quale sia l’incidenza a Genova, o la percentuale dei tamponi positivi a Genova, e uno dei punti critici della comunicazione dei dati, da parte di Alisa, è che non ha mai chiarito la divisione dei tamponi per asl. Lo stesso Toti, del resto, in alcuni punti stampa, ha affermato che i tamponi sono per metà effettuati dalla Asl 3 quindi, comprensibilmente, si potrebbe stabilire che la percentuale dei tamponi positivi sul totale di quelli effettuati è, nel capoluogo ligure, attorno al 25%. Un dato, che se fosse confermato, sarebbe come un macigno: una persona su quattro, se effettua un tampone, è positiva.

Altre le variabili che giocano un ruolo determinante. La prima è che a Genova esistono zone dove il virus circola fino a 10 volte tanto rispetto ad altre zone dove è praticamente assente, la seconda è che ci sono regioni e città dove i tamponi vengono effettuati principalmente come screening generalizzati, altre – come il nostro caso – dove si sta procedendo a tracciare contatti di caso accertato. E’ più probabile che un contatto di caso sia positivo, in effetti (questo trend, si sta modificando, e con i nuovi ambulatori mobili aumenterà sempre di più la possibilità di un tracciamento non legato ai contatti di caso accertato).

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