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Coronavirus, riunione dell’Unità di crisi: ecco quanto è stato deciso ieri

Ecco quanto è stato deciso ieri nella riunione dell’Unità di crisi. Vedremo come queste regole cambieranno, alla luce del nuovo Dpcm. Sulla pagina Facebook di Pierluigi Biondi si legge quanto segue: “Didattica a distanza per almeno il 50 per cento degli studenti delle classi terze, quarte e quinte degli istituti superiori cittadini dal 26 ottobre al 13 novembre prossimi, riduzione al 60 per cento del riempimento dei mezzi di trasporto pubblico gestito da Ama e potenziamento dei controlli. L’obiettivo del provvedimento è limitare gli assembramenti con la conseguente difficoltà di rintracciare eventuali contagi ed evitare il sovraccarico delle nostre strutture sanitarie”. Questo l’intervento del sindaco: “La riunione dell’Unità di crisi del Comune ha visto la partecipazione anche della Asl, della Provincia dell’Aquila, del rappresentante dei Comuni dell’ambito della montagna aquilana e dell’Ufficio scolastico regionale e provinciale. Sono state assunte una serie di decisioni che saranno operative già da lunedì. Si tratta sostanzialmente dell’avvio della didattica a distanza per almeno il 50% degli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori. Naturalmente saranno tenute fuori tutte quelle tipologie di studenti che non possono effettuare didattica a distanza, dai diversamente abili a coloro che hanno gli esami nel terzo anno degli istituti professionali, e per altre tipologie che non possono rientrare in questa specifica condizione di fruizione della didattica, così come verrà emessa un’ordinanza in cui abbasseremo al 60% la percentuale di capienza dei mezzi del trasporto pubblico locale, inoltre saranno incrementati i controlli nei luoghi nevralgici, dove più facilmente si possono creare assembramenti all’entrata e all’uscita della scuola e quindi a Pineta Signorini e a Colle Sapone. Le decisioni sono state assunte a seguito dell’incremento del numero dei contagiati, e anche alla considerazione che benché sia i mezzi di trasporto, sia le scuole non siano luoghi di contagio, comunque uno studente positivo porta ad una percentuale di persone da tracciare molto più elevata rispetto ad un adulto o a un anziano, mentre per l’adulto è di uno a dieci per un ragazzo che magari fa anche sport può arrivare anche a uno a venticinque, a uno a trenta. L’invito è sempre quello di attenersi alle regole, di rispettare le prescrizioni, di salvaguardare i soggetti più fragili. Assisto peraltro a un decremento fortissimo degli avventori, che sta creando molti problemi alle attività commerciali: ricordiamo che non sono i luoghi che determinano il contagio, ma sono i comportamenti scorretti. Quindi facciamo le cose che ci sentiamo di fare, ma facciamole con grandissima attenzione”.

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