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Poliziotto decorato e attore porno gay. L’incredibile storia di Turbo Leon

E’ stato decorato sette volte per meriti sul campo, premiato per il suo coraggio nelle missioni speciali e nella lotta all’Eta. Una carriera impeccabile, senza macchie, quasi unica. Il sergente della Guardia Civil, Juan Carlos – non ci è dato di sapere il cognome – nei fine settimana svolge una seconda attività (compatibilmente con la prima): è un rinomato attore porno gay conosciuto con il nome d’arte di Turbo Leon.

Ha fatto 25 film, partecipato a spettacoli dal vivo, feste private. Una carriera di tutto rispetto cominciata a Barcellona e per amore di Perronash (altro nome d’arte), suo ex marito da cui si è separato recentemente con cui ha condiviso le scene. “Volevo provare cose nuove, ma l’ho fatto soprattutto per ribellione, per dimostrare che queste cose si possono fare” ha dichiarato Turbo Leon in un’intervista a El Mundo.

Un po’ per l’età, 48 anni, un po’ per il fatto di essere diventato famoso nel settore anche in Germania, Italia e Inghilterra, e soprattutto per dedicarsi ancora di più alla sua prima attività di sergente, l’attore sta riducendo le sue performances. “E’ una persona molto coerente che crede nei suoi valori: non è negando la realtà che si è migliori servitori dello Stato” ha testimoniato un suo collega. Nel lavoro, che lo ha visto protagonista anche di blitz al alto rischio in cui sono morti suoi colleghi poliziotti, è molto rispettato. Mai un’assenza, mai un rifiuto. Su questo sono tutti concordi.

Nessuno ride più della doppia vita di Juan Carlos, originario di Saragozza, dai tempi in cui, diciottenne, entrò nella Guardia Civil e poco dopo si accorse di essere gay. Ha sostenuto infatti campagne contro l’intolleranza e per la difesa delle diversità, sfruttando la sua fama. “Gli estremismi e i pregiudizi ti fanno peggiore” è il suo motto. Per questo in Spagna Turbo Leon è molto rispettato, anche quando si è dipinto di verde le unghie per solidarietà a un bambino bullizzato.

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