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L’industria culturale va a fondo. Franceschini: “Priorità è la salute”. Ma dopo rimarranno solo macerie

Non solo la ristorazione rischia di andare a fondo, ma a rischio di chiusura definitiva è anche l’industria dello spettacolo. “E’ un dolore la chiusura di teatri e cinema – ha detto dopo l’annuncio del nuovo provvedimento governativo il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini – Ma oggi la priorità assoluta è tutelare la vita e la salute di tutti, con ogni misura possibile”.

“Lavoreremo perché la chiusura sia più breve possibile e come e più dei mesi passati sosterremo le imprese e i lavoratori della cultura” ha aggiunto il ministro. Sì, ma come? La Cultura, che ha traghettato alla salvezza nei momenti più difficili il nostro Paese, sembra dimenticata e abbandonata a se stessa.

Con il nuovo decreto chiudono cinema e teatri. Il presidente dell’Agis, Carlo Fontana, ha sottolineato, a seguito dell’annuncio del premier Giuseppe Conte, che “i luoghi di spettacolo si sono rivelati tra i più sicuri spazi di aggregazione sociale”. Non basterà.

Per decine di migliaia di lavoratori del mondo dello spettacolo sarà la fine delle loro attività. Sono diventati inutili gli accordi e i protocolli a livello territoriale e nazionale, anche sulle misure a tutela dei lavoratori “già al limite del sostentamento a causa del crollo del reddito. Si tratterebbe di una scelta devastante per l’intero Paese”. Ma il Governo ha già deciso e il ministro Franceschini non può far altro che seguire ciò che sancisce il decreto.

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