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Covid 19,

ULSS 2, FISIOTERAPISTA A SUPPORTO DEI PAZIENTI COVID GIA’ IN TERAPIA INTENSIVA

Grazie al progetto sperimentale avviato con la Riabilitazione, presi in carico finora 110 pazienti

Da inizio anno all’Ospedale Ca’ Foncello è stato avviato un progetto sperimentale di collaborazione tra il Dipartimento di area critica (rianimazione centrale, cardiochirurgica e neurochirurgica) e quello di riabilitazione, con l’obiettivo di creare una squadra di diverse figure professionali, integrate tra loro, per favorire il recupero funzionale dei pazienti ricoverati in Terapia Intensiva.

Il progetto, rivelatosi particolarmente funzionale nella presa in carico precoce dei pazienti Covid più gravi, prevede l’introduzione della figura di un fisioterapista di riferimento, dedicato a tempo pieno alle rianimazioni, che prende in carico i pazienti sia, come di consueto, dopo valutazione del medico fisiatra (riabilitazione precoce), sia anche, limitatamente ad alcune attività specifiche e ben definite, su indicazione diretta del medico rianimatore per mobilizzazione precoce, gestione posturale e disostruzione bronchiale. E’ stato anche previsto che il fisioterapista di riferimento dia supporto al personale della rianimazione per organizzare le attività di reparto, in modo da proteggere e stimolare le capacità funzionali e relazionali della persona ricoverata nell’arco di più ore durante la giornata e non solamente durante il tempo di presenza del fisioterapista stesso. Altro punto importante previsto dal progetto è l’attività di formazione e informazione rivolta ai care-givers.

Nel corso della primavera-estate il nuovo modello organizzativo è stato testato sul campo, permettendo di apprezzarne i benefici, per pazienti e care-givers, in condizioni di emergenza, in particolare nei mesi di marzo-maggio: una sorta di “stress-test” che ha permesso di valutarne sia i punti di forza che le criticità. La presenza del fisioterapista a tempo pieno 6 giorni su 7 in rianimazione Covid è stata determinante: collaborazione con tutto il personale, organizzazione delle attività di riabilitazione respiratoria e motoria, per pazienti intubati e non, collaborazione nello svezzamento dal respiratore, gestione posturale, mobilizzazione precoce, sono solo alcune delle attività che sono state svolte con grande tempestività, cura e continuità, nonostante le numerose difficoltà dettate dall’emergenza, con evidente beneficio per i pazienti.


Complessivamente finora sono stati presi in carico 60 ricoverati per la gestione posturale e circa 50 per quella respiratoria e di mobilizzazione precoce: tutte le attività svolte sono state individuate da protocolli condivisi tra i due dipartimenti con verifiche periodiche.

In questi giorni stiamo purtroppo assistendo a un nuovo aumento dei ricoveri per Covid-19 nelle terapie intensive: grazie all’esperienza fatta è già operativo un modello organizzativo efficace, fondato sul lavoro di squadra e sull’integrazione delle competenze, valido per tutti i pazienti degenti nelle rianimazioni, affetti da Covid o meno. Attualmente il modello è stato attivato anche presso la rianimazione di Montebelluna e si prevede di estenderlo a tutta l’Ulss 2.

Per quanto riguarda Treviso, la squadra sarà potenziata: a breve sarà assegnato un secondo fisioterapista alle rianimazioni e si prevede di aggiungere la figura professionale del logopedista per arricchire ulteriormente le competenze del team e i servizi che saremo in grado di dare ai pazienti ricoverati presso le rianimazioni, sia Covid che Covid free.

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