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LEGA: QUALCUNO DICA A CARRAI CHE PIOMBINO NON VUOLE LA “CITTA’ DEI RIFIUTI”

È dal mese di agosto che la città di Piombino sta aspettando il nuovo piano industriale di JSW Italy, promesso dal suo A.D. Marco Carrai, annunciato solennemente anche questo anno, come da tradizione, prima di ogni tornata elettorale.

Un piano che prevedeva contributi da parte di Invitalia, che però sembra si sia già fatta parzialmente indietro, e programmava l’avvio del forno elettrico (già promesso dall’azienda nel lontano 2018) a partire dal 2025.  

Jindal Italy, che solo nell’ultimo trimestre ha “collezionato” un ulteriore perdita per 12,5 milioni di euro, continua però, dopo quasi tre mesi, a non presentare alla città il suo piano industriale e anzi, con il recente annuncio di un polo per il riciclo insieme alla Montello Spa, sembra spostare le proprie scelte aziendali a sfavore del settore siderurgico, mirando a progetti che vanno nella direzione opposta a quanto voluto dall’intera città che, con il voto amministrativo dell’aprile 2019, ha chiaramente detto il suo “no” a trasformare Piombino nella “città dei rifiuti”.

Dopo lo spegnimento dell’altoforno nell’aprile del 2014, ci sono 1700 famiglie che attendono da ormai sei anni in cassa integrazione quel sempre solo annunciato piano industriale, prima da Issad Rebrab, poi da Sajjan Jindal e adesso da Marco Carrai.

Il tempo è scaduto, ed è l’ora che JSW mostri le carte, altrimenti con grande celerità avvieremo quel famoso “Piano B” che la città chiedeva anche alla precedente amministrazione, e che noi invece siamo pienamente intenzionati a realizzare. 

Lega Piombino

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