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Scendono sotto 30mila i contagi di oggi. Lieve calo anche delle vittime. Si discute del nuovo dpcm: stop agli anziani e spostamento tra regioni

Scendono sotto 30mila i contagi di oggi domenica 1 novembre,. Sono tutti in lieve calo i numeri relativi alla pandemia in Italia. I nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore sono stati 29.907 (ieri erano stati 31.758). In diminuzione anche il numero delle vittime: sono 208, contro le 297 del giorno precedente.

Il numero totale di attualmente positivi è di 378.129 con un aumento di 26.743 assistiti rispetto a ieri. 1.939 sono i pazienti ricoverati in terapia intensiva con un incremento di 96 persone rispetto a ieri.

Rispetto a ieri i deceduti sono 208 e portano il totale a 38.826. Il numero complessivo dei dimessi e guariti dall’inizio dell’epidemia sale invece a 292.380, con un incremento di 2.954 persone rispetto a ieri.

Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 183.457 tamponi.

Nel dettaglio, i contagi attualmente positivi sono 90.075 in Lombardia (418 in terapia intensiva), 47.178 in Campania (170), 36.106 nel Lazio (185), 34.414 in Piemonte (179), 31.414 in Veneto (132), 29.974 in Toscana (173), 24.917 in Emilia-Romagna (132), 15.324 in Sicilia (132), 12.032 in Puglia (87), 8.714 in Liguria (63), 7.210 in Umbria (46), 6.723 nelle Marche (42), 6.633 in Abruzzo (32), 6.378 in Sardegna (43), 5.631 nella Provincia autonoma di Bolzano (17), 5.376 in Friuli Venezia Giulia (38), 3.362 in Calabria (13), 2.100 nella Provincia autonoma di Trento (9), 1.920 in Valle d’Aosta (12), 1.595 in Basilicata (11) e 1.053 in Molise (5).

Per rallentare i contagi misure nazionali e lockdown locali

Intanto si prepara il nuovo dpcm con nuove restrizioni e il nuovo dpcm atteso per domani e che dovrebbe prevedere due orizzonti: misure nazionali e misure territoriali. Nell’incontro Governo Regioni di oggi pomeriggio, «Il lockdown è l’unica misura che si è dimostrata efficace: se possiamo andare avanti con altre misure non determinanti, procediamo. Ma se i tecnici ci dicono che l’unica alternativa è il lockdown, facciamolo a livello nazionale», ha detto il governatore della Lombardia Attilio Fontana.

Vale l’indice Rt per singole zone, anche per chiudere la scuola

Visti i contagi, per il ministro degli Affari Regionali, Boccia però le restrizioni scatterebbero in automatico: «Il documento dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e il sistema di monitoraggio che abbiamo condiviso con scienziati e Regioni ha una serie di ipotesi che devono scattare automaticamente. Se un Rt (indice di contagiosità, ndr) supera un certo livello, e oggi ci sono 11 Regioni oltre 1,5 e 2 regioni oltre 2, allora alcune misure già previste dal piano che abbiamo condiviso e aggiornato insieme devono scattare in automatico». E sulla scuola “non si deve prendere una decisione univoca ma deve dipendere dal grado di Rt in ogni regione».

Lo spostamento tra Regioni. «Il governo nazionale – ha detto Boccia agli enti locali – è al vostro fianco per eventuali ulteriori restrizioni condivise a partire dalla mobilità regionale e possiamo decidere di adottare ulteriori misure, ma ogni presidente di regione può intervenire in base alle esigenze e criticità del proprio territorio».

Limitare gli spostamenti degli over 70 per cercare di ridurre i contagi e la diffusione del coronavirus: in particolare lo avrebbero chiesto Lombardia, Piemonte e Liguria. 

Polemica Toti. «Il Paese non può permettersi un nuovo lockdown»,  dice il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti il quale in una nota sui social suggerisce che bisogna intervenire sulla categoria più fragile, gli anziani definiti dal governatore «non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese». Un tweet che ha fatto immediatamente scoppiare la bufera sui social.

Chiusura dei centri commerciali. I sindaci avrebbero chiesto la chiusura dei centri commerciali nei weekend, «perché è in quei giorni che si concentra l’affluenza e chiusura degli sportelli scommesse nelle tabaccherie e nei bar perché è lì che si sposta il flusso di chi trova chiuse le sale scommesse», ha detto il presidente dell’Anci, Antonio Decaro.

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