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Antonio, il patto d’onore con il suo collega poliziotto Alfonso. Che ha il Parkinson

Ogni mattina, da sei anni a questa parte, da quando all’amico di una vita diagnosticarono il Parkinson, Antonio Subiras passa a casa del collega con cui ha condiviso gioie e dolori di una lunga carriera da poliziotto. “Avanti, Alfonso, è ora di andare a controllare che succede là fuori!” strepita, come se fossero ancora in servizio. Vanno a passeggio per il lungomare di Malaga, il Muelle, il meraviglioso centro storico lì accanto, e si raccontano storie, come fanno appunto due buoni amici.

Alfonso Fernandez non gliela farebbe da solo. Da quando gli hanno detto che la malattia degenerativa non avrebbe avuto pietà e avrebbe perso la mobilità delle gambe, Antonio gli fa da attendente, a 77 anni. Non gli pesa: con l’amico hanno diviso tutto dal 1973, le situazioni più pericolose, la sorveglianza nelle stazioni o al Rosaleda durante le partite di calcio, e nella vita privata battesimi, matrimoni e tante morti di amici e colleghi. Il tempo se n’è andato, ma sembra risorgere nelle miracolose passeggiate tra due persone che la vita ha voluto fratelli. Dobbiamo rendere grazie anche a El Mundo, che ci ha raccontato questa storia commovente.

L’Associazione pensionati della Polizia nazionale (Ajpne) ha sempre appoggiato agenti e familiari che per un motivo o un altro si sono trovati in difficoltà. Spesso le condizioni economiche di chi è andato in pensione non sono delle migliori. Antonio e Alfonso si sono ritirati 14 anni fa. In questo caso non c’è stato il bisogno di rivolgersi all’Ajpne. Antonio l’ha fatto per istinto.

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