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Se n’è andato Gigi Proietti. Eclettico, colto, ironico. Amatissimo dalla gente

“I bilanci sono abituato a farli tutti i giorni, quando arrivano gli appuntamenti importanti li ho esauriti”. Il più poliedrico degli attori italiani, sicuramente uno dei più popolari, se n’è andato il giorno del suo compleanno (“Che dobbiamo fa’? La data è quella che è, il 2 novembre”) a 80 anni.

Gravi problemi cardiaci, lui che del cuore, per Roma e per gli italiani, ne aveva fatto una bandiera. Gigi Proietti ha chiuso cinquant’anni di carriera così, senza che ne sapessimo niente. La famiglia aveva tenuto tutti all’oscuro dei problemi di salute dell’attore.

Attore solo? Ma va. Regista (oltre 50 spettacoli teatrali, 37 da regista, in cui si divertiva, grande equilibrista della lingua italiana, a fare il verso a chiunque), cantante, interprete di fiction, direttore di opere liriche. Non si fermava mai, Gigi. Ironico, dissacrante, cinico per far ridere, cominciò ai tempi dell’università, con grande scorno dei genitori che l’avrebbero voluto laureato.

“In quegli anni ho capito che recitare mi piaceva tantissimo. Per papà non era la scelta giusta, era preoccupato e mi ripeteva: ‘Prendi un pezzo di carta, se piove o tira vento è una sicurezza'”. Ha vissuto sui palcoscenici. Che dovesse interpretare Pasolini o Moravia, Shakespeare o divertire gli italiani nel celebre “Febbre da cavallo” o nel popolare “Il Maresciallo Rocca”, Gigi dava tutto se stesso.

Non conosceva un alto e un basso dell’arte: “A me gli occhi, please”, scritto con Roberto Lerici, è rimasto un capolavoro assoluto in cui i generi si confondono e solo Proietti era capace di portare in scena questo eclettismo. “Noi attori abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d’infanzia fino alla morte, che nel teatro si replicano tutte le sere. Non ho rimpianti, rifarei tutto, anche quello che non è andato bene”. 

Nella sua genialità assoluta ha doppiato pure, da Gatto Silvestro a De Niro e Marlon Brando e Dustin Hoffman. Bastava un gesto a Gigi per essere tutti allo stesso momento.

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