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Coronavirus, Nursing up: 100 mila “infermieri di famiglia” in affiancamento ai medici italiani

Coronavirus, Nursing up: 100 mila “infermieri di famiglia” in affiancamento ai medici italiani

Coronavirus – L’emergenza sanitaria ha stravolto vite intere, in ogni ambito, e sempre più detta le regole ad un nuovo modo di vivere e lavorare.

L’introduzione di questa figura, “l’infermiere di famiglia”, fortemente richiesta, mesi fa, dal Sindacato Infermieri Italiani (Nursing UP), e già presente in Spagna, ma che in Italia, è rimasta ancora solo sulla carta, tranne in poche e limitate eccezioni, consentirebbe di fornire assistenza a migliaia di persone.

L’infermiere di famiglia colmerebbe un vuoto sanitario operando in sinergia con il medico di base e svolgendo anche attività autonoma ambulatoriale, riducendo gli affollamenti nei Pronto Soccorso.

Gli infermieri di famiglia potrebbero occuparsi di terapie domiciliari, trattamenti di prevenzione e di salvaguardia della salute individuale e collettiva, somministrare vaccini e cure.

Questa nuovo ruolo professionale offrirebbe nuove opportunità occupazionali.

Coronavirus: il contributo dell’infermiere di famiglia nella gestione dell’emergenza

In questi mesi la presenza dell’infermiere di famiglia avrebbe consentito di gestire meglio l’emergenza Coronavirus, in affiancamento ai medici e per lo screening con tamponi rapidi.

Anche per i vaccini, da quello contro l’influenza a quello per il Coronavirus, l’infermiere di famiglia garantirebbe una copertura capillare e una maggiore rapidità nel raggiungere pazienti a domicilio.

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