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Cani poco amati in Cina. Nello Yunnan non possono uscire di casa (pena l’abbattimento, la terza volta)

A Kunming, capitale dello Yunnan, come nella gran parte del Paese, non vedono di buon occhio i cani. Soprattutto li tengono d’occhio per le baruffe che fanno in strada tra di loro. Cose normali, ma non in Cina dove il cane, così dice la legge, “deve essere tenuto in casa tutto il giorno promuovendo così un modo civilizzato di allevarli”.

E questo sarebbe il minimo. Nel Canton, secondo quando riporta Repubblica in un reportage, li macellano nei grandi mercati. A Yunnan, questa lo novità, non potranno essere portato nei parchi pubblici, pena una sanzione pecuniaria le prime due volte e l’immediato abbattimento del povero cane la terza.

Non lo vedono come un animale da compagnia. A Shanghai, Qingdao e Chengdu è vietato avere più di un cane, a Huangshi non possono essere di taglia superiore ai 45 centimetri. A Hangzhou i poveretti possono passeggiare solo di notte, oltre che, così avviene in tutto il Paese, non poter entrare in negozi o uffici.

Ai tempi di Mao i cani erano considerati un “lusso borghese” e poca strada è stata fatta da quei tempi. Però l’attenzione per il cane come semplice status-symbol è aumentata e così c’è tutto un mercato cinese di “privilegi” per loro. Insomma, i cani dei ricchi sono più tollerati dei cani dei poveri. Le proteste per la nuova normativa sono state veementi in tutto il mondo. Forse l’uccisione a sangue freddo dell’animale sarà tramutata in una multa salata, chissà. Ma i cani in Cina non piacciono, questa la verità semplice e crudele.

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