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Gianni Di Pangrazio candidato sindaco ad Avezzano: 'Sapere come muoversi nella complessa macchina amministrativa'

Avezzano: lettera di Giovanni Di Pangrazio al presidente della Regione

Avezzano. Il primo cittadino di Avezzano scrive a Marco Marsilio: “Egregio presidente, ho letto con stupore e rammarico le sue parole riguardo a qualche Sindaco che farebbe ‘propaganda sulla tragedia in corso’. Ho ascoltato con sorpresa l’invito a ‘fare un passo di lato’ per lasciar lavorare i dirigenti della Asl. Potrei fare finta di non averle notate perché, forse, non rivolte al sottoscritto. Sento però il dovere di intervenire per amor di verità. Me lo faccia dire senza mezzi termini: le espressioni che a chilometri di distanza vengono confuse per esternazioni elettorali, in realtà sono richieste di aiuto frutto di un sentimento di solidarietà verso i concittadini o proposte di intervento dinanzi a tempi lunghissimi per ottenere la minima tutela della salute. La maggior parte di noi non ha alcun bisogno di fare campagna elettorale anche perché l’ha vinta da poco. La maggior parte di noi non ha la minima volontà di sostituire le competenze di un manager pagato per organizzare la Sanità: abbiamo già tanto da fare per le nostre Città, e le assicuro, facciamo volentieri a meno di metterci sulle spalle incombenze altrui. La maggior parte di noi non indossa maglie di uno schieramento, ma avverte un sentimento di impotenza nel vedere umiliati coloro che indossano un camice e ci raccontano quotidianamente di una battaglia impari, divenuta tale anche per evidenti inefficienze. Tutti noi rimaniamo basiti quando i più elementari bisogni vengono bistrattati, minimizzati o trattati come una gentile concessione. Nessuno di noi cerca colpevoli. Cerchiamo alleati e non sempre li troviamo. Invece di riscontrare azioni concrete, veloci e attente a tutela della vita, vediamo un senso di distacco da parte della Direzione aziendale. Abbiamo provato, in queste ore, ad avvicinare le legittime distanze nelle posizioni e nelle convinzioni manifestate in documenti ufficiali. Lo abbiamo fatto perché, in un momento in cui domina l’incertezza, la politica non può farsi vedere rissosa. Eppure, il problema non può ridursi a salvare l’apparenza. È propaganda chiedere un macchinario per processare i tamponi in tempi decenti? È propaganda chiedere di individuare strutture pubbliche o private per ricoverare malati Covid? È propaganda chiedere velocità nell’assunzione del personale sanitario? Provi a guardare senza preconcetti ciò che sta accadendo nella Marsica e a ragionare sul fatto che nessuno di noi ha convenienza a confrontarsi in tono polemico con la Regione e nessuno di noi gioisce nel vedere Avezzano e la Marsica in televisione, per vicende così poco edificanti. Vedrà che coloro che alzano la voce lo fanno solo perché percepiscono che, quella del cittadino comune, non è ascoltata a sufficienza. Le scrivo ciò consapevole di quanto sia inopportuno alimentare conflitti istituzionali in questo momento, ma anche di quanto sia ingiusto derubricare proposte, appelli ed iniziative, ad una contesa politica. Tutti noi abbiamo persone vicine trascinate, in un modo o nell’altro, in questa epidemia. E, le assicuro, che dinanzi a ciò, la parola più ingiusta è ‘Propaganda’. Le rinnovo la mia personale disponibilità, come quella dei sindaci della Marsica, per un confronto e una collaborazione leale e sincera, nell’esclusivo interesse dei cittadini“.

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