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dramma della solitudine

dramma della solitudine

“Non sei a casa tua durante il lockdown”. Multa a un senzatetto a Como

​Pasquale Giudice, 63 anni, non è stato in grado “di motivare lo spostamento dal suo domicilio, residenza o abitazione” durante le ore di lockdown. Gli hanno fatto il verbale, 400 euro di multa, ma non lo hanno rimandato a casa, perché Pasquale una casa non ce l’ha, vive da dieci anni in un giaciglio sotto i portici del liceo Volta di Como.

Nel cartello che si mette davanti quando chiede l’elemosina davanti alla libreria Feltrinelli della cittadina lombarda, ha scritto: “Sono rimasto senza lavoro e senza casa. Sono per la strada senza aiuti. Mi sono ammalato di tumore e sono rimasto da solo. Ho girato e cercato, senza fortuna”. Non ci vuole grande intelligenza per capire la sfortuna che la vita ha riservato al clochard comense.

Ma la legge è la legge, avranno pensato, e applicare le sanzioni è stato prenderla alla lettera. Ma un’intera città si è ribellata all’accaduto e adesso tutti chiedono l’annullamento della multa. Il Pd locale ha chiesto che “episodi del genere non si ripetano più. Si deve aprire un dormitorio permanente, ma anche pensare a percorsi di reintroduzione in società che siano davvero strutturati e funzionali”. Sì, perché chi vive di espedienti, soffre il freddo e non ha speranze nella vita merita un aiuto e non sanzioni.

Un professionista di gran cuore, venuto a conoscenza della vicenda, che ha chiesto l’anonimato, ha poi pagato la multa di Pasquale, il quale ha ringraziato “di cuore”, senza forse essersi neanche reso conto dell’assurdità della vicenda.

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