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Chiesa, cambia il messale e si adegua ai tempi (e alla traduzione corretta dal greco)

Il cambio del messale (non una rivoluzione, ma un aggiustamento) avverrà fra pochi giorni in molte diocesi, ma ufficialmente dal giorno di Pasqua, dal prossimo 4 aprile. Nella celebrazione c’era da fare qualche ritocco linguistico, soprattutto per la scarsa fedeltà di alcune frasi al greco antico dei Vangeli.

Una nuove traduzione di alcuni parti, più consona all’originale, sta per essere officiata. Ad esempio, nel Padre nostro “non indurci in tentazione” diventerà “non abbandonarci alla tentazione”. Giusto, l’aveva notato anche Papa Francesco: “​Sono io a cadere, non è Lui che mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto. Un padre non fa questo, aiuta ad alzarsi subito. Chi ci induce in tentazione è Satana”. E’ chiaro quanto siano differenti le espressioni e come si renda giustizia alla verità.  ​

Ma molti altri sono i cambi, non rilevanti forse ma “assestano” il rito. Innanzitutto a “Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli​…” si aggiungeranno le “sorelle” per via di una modernità di linguaggio che la Chiesa vuole avere. “E supplico la beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle…​”, così si reciterà.

Inoltre si invocherà in greco, “Kýrie, eléiso​n” e ​”Christe, eléison​”​ ​al posto di “Signore, pietà” e “Cristo, pietà”​. “Padre veramente santo, fonte di ogni santità, santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito​” diventerà “Veramente santo sei tu, o Padre, fonte di ogni santità. Ti preghiamo: santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito​”.

Piccole variazioni.​ Come “prese il calice del vino​” che si reciterà “prese il calice colmo del frutto della vite​” o “beati gli invitati alla cena dell’Agnello​” senza “del Signore”, che scompare. Infine i saluti finali ai fedeli: “Andate e annunciate il Vangelo del Signore​”​.

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