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Violenza sulle donne, durante il lockdown 88 richieste di aiuto ad Artemisia

Durante il lockdown sono state 88 le richieste di aiuto ad Artemisia per violenza su donne. Una rete di protezione per le donne vittime di violenza, una collaborazione forte da parte di istituzioni, associazioni e forze dell’ordine che lavorano contro la violenza sulle donne per sensibilizzare e prevenire, per essere presenti e pronti ad intervenire, ma anche per agevolare percorsi di reinserimento lavorativo e recupero di autonomia.

È inoltre fondamentale favorire uno scatto culturale da parte di tutta la società, donne e uomini insieme, per contrastare ogni forma di violenza di genere, fisica e psicologica. E’ quanto messo in luce oggi dall’assessora alle pari opportunità Benedetta Albanese che in Consiglio Comunale ha fatto una comunicazione sul grande lavoro in campo su questo tema.

«La violenza sulle donne continua purtroppo ad essere un tema d’attualità – ha detto Albanese – e la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è un’occasione che ci permette di ricordare alle donne che subiscono violenza che non sono sole anche grazie ad una rete forte di collaborazione fra istituzioni, associazioni e forze dell’ordine del territorio. Come Comune siamo impegnati in prima fila insieme a varie associazioni cittadine, che ringrazio, ad informare e aiutare le donne affinché trovino il coraggio di denunciare subito la violenza, che non è solo fisica ma anche psicologica».

«Il problema è reale – ha spiegato ancora Albanese – e i dati ancora non definitivi di Artemisia lo dimostrano: da gennaio ad ottobre 2020 circa 900 donne hanno chiesto aiuto al centro antiviolenza Artemisia, di cui 88 durante il primo lockdown, quando Artemisia, dopo un’iniziale e preoccupante silenzio, ha ricevuto una media di 2,4 telefonate al giorno (il dato definitivo di tutto il 2019 era stato di 985 richieste di aiuto). Il lavoro da fare dunque è ancora molto ma abbiamo una rete di protezione del territorio assai forte».

La violenza sulle donne non conosce pandemia

«In tema di possibilità di intervento, oltre al fondamentale e capillare lavoro della Prefettura e delle forze dell’ordine, prezioso è anche l’impegno del ‘reparto anticrimine e violenza di genere’ della Polizia Municipale» prosegue Albanese chiarendo che «si tratta di un reparto il cui personale è stato recentemente implementato»

E che, «oltre a costituire il canale privilegiato per l’attivazione dei servizi territoriali di assistenza, è formato appositamente per svolgere indagini e contrastare reati quali la violenza domestica, la violenza sessuale e lo stalking anche attraverso i social media: nei primi 10 mesi del 2020 la polizia municipale ha trattato 12 casi, eseguito 2 misure cautelari, fatto 27 annotazioni di polizia giudiziaria, a cui si aggiungono 25 informative ad altre forze di polizia e attivato 15 contatti con i servizi sociali e associazioni che operano sul territorio».

Sul fronte dell’agevolazione di percorsi di reinserimento e recupero di autonomia da parte delle vittime di violenza, ma non solo, anche della creazione di opportunità per ogni donna, l’assessore Albanese ha ricordato che dal 2017 è attivo a Firenze lo sportello InformaDonna.

Lo sportello offre un servizio individuale di orientamento e assistenza su lavoro e formazione rivolto alle donne di ogni età e nazionalità; in particolare, nei confronti delle vittime segnalate dalle associazioni offre un servizio mirato ad aiutarle nel percorso di reinserimento formativo e lavorativo per il recupero della propria autonomia.

«Uno sportello che non si è fermato durante il lockdown ed è rimasto attivo con lo smartworking via skype – ha aggiunto Albanese – e che in un anno come questo ha dato risultati molto importanti, seppur ancora parziali nei numeri: da gennaio ad oggi sono state 125 le consulenze effettuate dallo Sportello InformaDonna, il 30% delle quali indirizzate dal centro antiviolenza Artemisia, mentre altre sono state indirizzate da Nosotras, Curandaie, Istituto degli Innocenti, spazio Neo Mamme e Reti di Solidarietà».

«Contrastare la violenza contro le donne passa da una serie di azioni concrete, messe insieme dalla rete che si è creata sul territorio per aiutare le donne. Dopo la firma del protocollo con i sindacati per contrastare la violenza di genere, il 26 novembre si riunisce il tavolo fra Palazzo Vecchio e sindacati Cgil, Cisl e Uil per mettere in sinergia le iniziative che già ci sono a livello territoriale contro la violenza di genere e per metterne in campo di nuove» ha spiegato ancora Albanese.

Che ha aggiunto: «Noi seguiamo tutte le strade, puntando molto da un lato sull’informazione: il 25 novembre inauguriamo il PortaleDonna, un nuovo spazio on line del PortaleGiovani dedicato alle donne della città di Firenze che necessitano di informazioni sui servizi presenti sul territorio a loro rivolti, notizie rilevanti su tematiche di genere, incentivi ed agevolazioni loro rivolte.

E dall’altro lavoriamo altrettanto sulla sensibilizzazione: lo stiamo facendo attraverso la mostra all’aperto, negli spazi affissioni comunali, delle superwoman di Lediesis, due nuove icone che rappresentano il percorso di emancipazione e consapevolezza della donna in questo complesso periodo storico. Sono inoltre affissi in città manifesti per la campagna di sensibilizzazione del Comune di Firenze contro gli stereotipi di genere.

8 immagini diverse che sono veicolate attraverso tutti i canali per lanciare a tutti il messaggio ‘Non è una questione di genere’ con lo scopo di attirare l’attenzione di tutti e della bambine, delle ragazze e delle loro famiglie sul tema sempre più sentito delle pari opportunità. Stiamo inaugurando nuove panchine rosse, simboli universali contro la violenza sulle donne per invitare chi le vede a riflettere e con il Q4 sono stati organizzati due incontri on line per ascoltare, riflettere, agire contro la violenza.

Inoltre il 25 novembre Teatri d’Imbarco realizzerà con il un evento online, inserito nel festival dei diritti, contro la violenza di genere legato ad un progetto di approfondimento sul tema della violenza domestica, cui potranno collegarsi gli spettatori del web dal titolo “Il Femminicidio secondo Dostoevskij».

«Continuiamo a lavorare tutti insieme – ha concluso Albanese – continuiamo a lavorare in rete: è la strada giusta per dare una risposta a chi è in difficoltà».

L’assessora ha inoltre pubblicamente ringraziato le associazioni intervenute in consiglio e tutte quelle che collaborano ogni giorno con l’Amministrazione.

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