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Giornata contro la violenza sulle donne: il Teatro Goldoni si illumina di rosso

Anche il mondo della cultura accende i riflettori sulla lotta alla violenza sulle donne

Anche il mondo della cultura accende i riflettori sulla lotta alla violenza sulle donne. In vista del 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il Comune di Venezia e il Teatro Stabile del Veneto aderiscono alla campagna di sensibilizzazione #neancheperfinta, lanciata ai teatri italiani dal Teatro Regio di Parma. Per questo la facciata del Teatro Goldoni di Venezia viene illuminata da un fascio di luce rossa, con lo scopo di porre l’accento su un fenomeno aggravato dalla pandemia e dalle conseguenti restrizioni governative. L’obiettivo, anche attraverso queste iniziative, è quello di offrire voce alle donne che ogni giorno, all’interno e fuori dalle mura domestiche, subiscono atti di violenza fisica e psicologica e stimolare maggiore coscienza e responsabilità sul tema.

La campagna è sostenuta dall’Amministrazione comunale e in particolare dalla presidente del Consiglio Ermelinda Damiano, intervenuta nel pomeriggio di oggi, martedì 24 novembre, alla presentazione dell’iniziativa. Al suo fianco tutte le dipendenti del Teatro Goldoni, il più antico di Venezia.

“E’ una iniziativa che assume un importante valore – ha detto Damiano – alla vigilia della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Illuminare di rosso il Teatro Goldoni, luogo di cultura tra i più riconoscibili di Venezia, è un modo simbolico per evidenziare l’attenzione che l’Amministrazione ha sempre dimostrato su questo dramma, supportando ogni iniziativa di sensibilizzazione. Il “Novembre Donna” è diventato un appuntamento fisso della nostra agenda ed è un periodo in cui si vuole rendere consapevole la comunità su una piaga sociale che la pandemia, in alcuni casi, ha anche acuito. Il nostro Centro Antiviolenza, infatti, ci dice che almeno due donne a settimana si rivolgono agli sportelli d’aiuto e chiedono una mano alle istituzioni. E queste ultime devono esserci, devono creare rete con associazioni, enti e tutta la comunità per far sì – ha concluso – che le donne vittime di abusi e violenze trovino sempre sostegno e supporto”.

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