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Stagione sciistica, i Governatori chiedono al Governo di ripensarci

​L’allarme viene dalla Conferenza delle Regioni: non aprire gli impianti per sciare sarebbe un disastro economico da cui si potrebbero risollevare in pochi. Un altro fronte di non facile soluzione si apre per il Governo, impegnato a studiare le misure per contenere il Covid anche e soprattutto durante il periodo natalizio. Il Presidente del Consiglio è stato duro: “Il periodo natalizio richiede misure ad hoc. Si rischia altrimenti di ripetere il ferragosto e non ce lo possiamo permettere: consentire tutte le occasioni di socialità tipiche del periodo natalizio non è possibile. Non possiamo concederci vacanze indiscriminate sulla neve. Anche per gli impianti da sci, il problema del protocollo è un conto ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla neve è incontrollabile”.

A rischio fallimento, secondo gli amministratori, sarebbero scuole di sci, noleggi, aziende di trasporto e tutto il mondo dell’accoglienza turistica, hotel compresi, che già hanno guadagnato quasi niente quest’anno. Martina Cambiaghi, assessore allo Sport della Lombardia, Daniel Alfreider, vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Luigi Giovanni Bertschy, vicepresidente della Val d’Aosta, gli assessori al Turismo Sergio Bini del Friuli Venezia Giulia, Federico Caner del Veneto) e Roberto Failoni della Provincia Autonoma di Trento, e Fabrizio Ricca, assessore allo Sport del Piemonte, riuniti ieri, hanno assicurato sicurezza e chiesto date certe. Il Governo ci sta pensando dopo aver annunciato di essere contrario alle aperture.

“Grazie all’approvazione delle linee guida per gli impianti sciistici potremo garantire un avvio in sicurezza della stagione invernale” hanno sottoscritto gli amministratori. Per il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, occorre lavorare con prudenza “e trovare punti di equilibrio”. Il Governatore veneto, Luca Zaia, sottolinea che “noi vorremmo che ci fosse un coordinamento europeo, perché chiudere Arabba o Cortina e pensare che nell’altro versante delle montagna si scia tranquillamente sarebbe difficilmente giustificabile. Di sicuro una stagione senza sci per la nostra montagna sarebbe un suicidio”.

Nella discussione si è inserito anche il grande campione di sci, Alberto Tomba: “Lo sci è per eccellenza sport all’aperto ed individuale: non è davvero un problema di mascherine, perché già ora si usano normalmente protezioni della bocca e del viso. E sciando neppure c’è un problema di distanziamento”. Insomma, per il bolognese le piste dovrebbero essere aperte “con degli accorgimenti”, per esempio “si possono benissimo diminuire e segnare anche i posti sulle cabinovie: non c’è dunque problema a mantenere il distanziamento sugli impianti”.

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