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Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al termine dellincontro tra Governo e Parti Sociali su ArcelorMittal. Roma, 7 novembre 2019. ANSA/CLAUDIO PERI

Anche in Puglia un patto giallorosso per il Governo della Regione

Come voleva Michele Emiliano, il patto è stato sancito. Il ​governatore della Puglia e 4 consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle avevano già raggiunto un accordo per un ingresso dei pentastellati nella maggioranza. Tutti d’accordo? Macchè, le anime del Movimento, come si sa, sono molte. L’unica dissidente, contraria al patto, è Antonella Laricchia, che più volte ha sostenuto l’impossibilità, a suo giudizio, di ogni accordo con il centrosinistra, sulla linea di quanto, a livello di governo centrale, sostiene il leader Alessandro Di Battista.

Ma il dado è tratto. Confermata la Pd Loredana Capone a presidente del Consiglio regionale, la maggioranza ha deciso di votare il cinquestelle Cristian Casili come vicepresidente, a conferma della liason tra i democratici e i pentastellati. La Laricchia ha commentato: “Mi dispiace ma state sbagliando tanto, state commettendo un errore che tradisce il voto dei cittadini”.

“Ci siamo messi come alternativa netta sia a Fitto che a Emiliano” e quindi sarebbe un tradimento a piena regola. Ma in molti non la pensano così, come Casili: “Abbiamo fatto due incontri con il presidente Emiliano in cui ci siamo chiesti se potevamo fare un percorso comune in favore dei pugliesi”. E ha chiesto una verifica sulla piattaforma Rousseau.

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