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La legge sul divorzio compie 50 anni

​Cinquant’anni dall’istituzione della legge, ma nel nostro Paese​ si divorzia poco rispetto a una parte d’Europa. Lo dice Euristat che offre questi numeri: l’Italia ha 1,53 divorziati ogni mille abitanti contro un valore medio Ue di 1,9. I paesi del Nord Europa sono quelli che hanno più numeri: 3,1 per Lettonia, 3,07 per Lituania, 2,73 per Danimarca.

Eppure in casa nostra c’è stato un balzo con la messa in campo del “divorzio breve” nel 2015. La lex 898 del 1970 ha introdotto ciò che gli altri già avevano. Dal quel momento è rimasta obbligatoria, anche se ridotta considerevolmente dall’istituzione del divorzio breve (da poter dire addio in 3 anni si è passati a soli 6 mesi), la fase di separazione, cioè il tempo “di ripensamento” che c’è prima di passare allo scioglimento del matrimonio. Dal ’70 ad oggi ci si separa per sempre sempre di più: si cominciò con oltre 17mila divorzi nel ’71, nel ’91 sono 27mila, nel 2011 53mila. Anche le coppie molto mature incrementano questi dati.

Gli Italiani continuano però a preferire le separazioni, anche se la famiglia è in stato di forte instabilità, lo dicono i numeri. I quali sottolineano anche che la tenuta matrimoniale è più forte nel sud Italia, anche per il fatto che ci sono più matrimoni religiosi (unioni che sono “rotte” con più difficoltà).

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